martedì 25 settembre 2007

DICONO DI NOI....


Anche l’Ue rifiuta Bassolino

Emergenza monnezza, cartellino rosso europeo alla Campania: «Attui la raccolta differenziata invece di chiedere nuovi finanziamenti»

di Filippo Poletti

Prima la raccolta differenziata, poi i soldi Ue. Non usa mezzi termini, nella lettera inviata al capogruppo della Lega Nord al Parlamento europeo Mario Borghezio, il commissario europeo all'Ambiente Stavros Dimas. «Prima di autorizzare un cofinanziamento comunitario per l’apertura di qualsiasi... ... discarica aggiuntiva, deve essere chiaro che tali discariche siano conformi al piano regionale dei rifiuti e interamente rispondenti alle disposizioni della direttiva sulle discariche».Parole «chiare», questo è il commento tranchant di Borghezio: «Prima di buttar via soldi a palate per l’emergenza rifiuti in Campania, occorre che le amministrazioni comincino a fare ciò che nella civile Padania si fa normalmente da molti anni, attuando grazie al senso civico dei cittadini residenti la raccolta differenziata».L’Ue, dunque, alza il cartellino rosso nei confronti della rossa Campania. E lo fa grazie all’intervento del Carroccio che - a firma di Borghezio - lo scorso 23 maggio aveva scritto a Dimas segnalando come la regione campana rappresenti oggi «un’enclave extraeuropea entro i confini della nostra Unione». I fatti sono noti a tutti, ma - mercé lo spegnersi dei riflettori sui rifiuti abbandonati per le strade delle province campane - il Paese sembra aver rimosso il problema.«La Lega Nord non ha chiuso gli occhi» dice Borghezio. E fa bene, perché la Campania era e resta uno scandalo: appena il 10 per cento dei 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti annualmente - scrive la commissione all’Ambiente del Senato presieduta da un campano doc come Tommaso Sodano di Rifondazione (nato a Pomigliano d'Arco nel Napoletano) - sono differenziati. Come dimostra la tabella che laPadania riporta, su una produzione di 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti da parte di più di 3 milioni di abitanti nell’intera regione campana, la provincia di Napoli ne differenzia solo il 7,7 per cento: non parliamo della provincia di Benevento (10,2%), di quella di Caserta (10,8%), Avellino (13,8%) e Salerno (19,6%).Fanno riflettere i dati diffusi dall’Istat negli ultimi giorni di agosto e che, oggi, meritano di essere richiamati alla luce dello scambio epistolare tra Dimas e Borghezio: secondo l’Istituto nazionale di statistica la Campania registra una media di rifiuti urbani raccolti pari a 579,4 chilogrammi per abitante, valore inferiore sia alla media dell'Italia (633,9) sia alla media del Sud (590,5). Dove finiscano i rifiuti lo abbiamo visto grazie alle immagini trasmesse dalle tv nei mesi scorsi: in strada.Le fanfare di regime hanno fatto sapere pochi giorni fa che in Campania l’emergenza è rientrata, ma il deputato azzurro Paolo Russo (membro della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti) denuncia il contrario: «Ci sono ancora 150 mila tonnellate di rifiuti sparsi ovunque» lamenta Russo, invitando - dopo Borghezio e la Lega - a non pensare di poter guardare dallo specchietto retrovisore l’emergenza dei rifiuti campani.Tra i troppi punti interrogativi c’è, ad esempio, l'incertezza intorno al termovalorizzatore di Acerra, la vicenda surreale della nuova discarica individuata dal Governo Prodi a Terzigno nel parco nazionale del Vesuvio oppure, infine, il nuovo piano dei rifiuti non ancora presentato. I tempi stringono, dal momento che - come ha spiegato il prefetto Alessandro Pansa, commissario straordinario per i rifiuti in Campania (al posto di Guido Bertolaso) - «il prossimo 31 dicembre terminerà il ruolo del commissariato straordinario e si passerà da una gestione straordinaria a una gestione ordinaria della crisi». Non è detto - ha specificato Pansa - «che finirà anche la crisi».Già, non è detto. Intanto, però, il Paese - e in particolare il Nord - si lecca le ferite: 80, infatti, sono i milioni di euro stanziati dal Governo Prodi per lo smaltimento straordinario dei rifiuti nella Regione Campania e ben 144mila - scrive il Senato - sono le tonnellate di rifiuti che dalla Campania hanno raggiunto, in questi ultimi mesi, il resto del Paese (oltre 70mila tonnellate sono state inviate sopra il Po). Di tutto ciò, salvo appunto la Lega Nord, nessuno parla: e pensare che - se la memoria non inganna - il centrosinistra salì sulle barricate quando il precedente Governo Berlusconi deliberò nell’aprile 2006 il decreto legge 152 sui rifiuti. Grave per un Governo (quello Prodi) dichiararsi “verde” e non dare risposte nero su bianco che non siano quelle emergenziali del decreto-legge.Grave, perché ciò che Palazzo Chigi sa fare - vale ad esempio per il ministro per i Rapporti istituzionali Vannino Chiti - è esprimere la soddisfazione per la conclusione dell’iter parlamentare prima della pausa estiva: ma che piacere si può provare a convertire il decreto-legge sui rifiuti in Campania di maggio con un voto di fiducia, il diciannovesimo della lista nera di questa Unione dai piedi d’argilla? E quale gioia si può provare nel constatare che - tira le somme Borghezio - grazie all’incapacità del centrosinistra «esiste un Nord civile che fa la raccolta differenziata e una Campania terzomondista?». Nessuna gioia, appunto, e un’ulteriore dimostrazione viene dal nascente Pd campano che, per mano dei presidenti diellini della Provincia di Salerno e di Caserta, Angelo Villani e Sandro De Franciscis, ha chiesto una «svolta profonda» nel governo regionale. Già, una svolta di civiltà.

fonte: LA PADANIA
[Data pubblicazione: 20/09/2007]


Agostino Palma