sabato 30 giugno 2007

Triste Testimonianza Dei Fatti di Ieri al Teatro Grande di Pompei...Benigni riceve una nostra delegazione.

Ieri sera abbiamo cercato di far sentire la nostra voce contro la discarica e la politica perseguita dalla lobby istituzional-mafiosa per lo smaltimento (si fa per dire) dei rifiuti, impedendo l'accesso a spettatori e maestranze al teatro grande di pompei dove era in programma uno spettacolo di Benigni. Una delegazione è stata ricevuta da Benigni che ha accettato di parlare del problema durante lo spettacolo. Mentre aspettavamo l'arrivo della delegazione, polizia e carabinieri ci hanno proditoriamente caricati, con il risultato che una signora anziana è dovuta ricorrere alle cure del P.S. di Scafati ed un ragazzo ha subito la sublussazione di una spalla. La signora in P.S. è stata talmente impaurita dal medico, il quale, tra l'altro, ha impedito al signore che l'ha accompagnata di essere presente mentre stilava il referto, da addebitare l'accaduto a fatto accidentale.

In teatro, a far bella mostra di sè, l'elite politica: Bassolino, Di lello, Sommese, ecc. non un cenno di solidarietà da parte di coloro che, visibilmente infastiditi, attendevano di entrare in teatro, per trascorrere due ore in coma profondo, dimenticando questi ed altri problemi. Tanto, finchè non tocca direttamente a ciascuno di noi! sono passati davanti a noi, quando i poliziotti, con la loro abituale gentilezza, ci hanno letteralmente scaraventati da un'altra parte, evitando i nostri sguardi e facendo finta di non sentire quanto gli dicevamo col nostro megafono. Mi hanno fatto venire in mente una reazione isterica di un turista a pantelleria il quale al cronista che gli chiedeva che ne pensava degli sbarchi dei clandestini rispose stizzito che lui era lì per farsi la settimana di vacanza e di quelli che morivano in mare non gliene fregava niente: era stato programmato per quella settimana, sole, mare, divertimento, animazione, karaoke,caccia al tesoro e smorfia continua del viso assomigliante tragicamente a felicità indotta. Ieri abbiamo visto la stessa umanità, che, per un paio d'ore di "effimero", per poter raccontare in ufficio o agli amici che c'erano, che hanno visto da vicino il divo della tv (che emozione, è tale e quale, no, è meglio di persona, che grande personaggio, io preferisco grillo!), isolandosi completamente dallo spirito dello spettacolo, perchè gli spettacoli di benigni inducono sempre a riflettere, si sono persi quell'attimo di dignità e di coraggio che li avrebbe, almeno momentaneamente, fatti uscire dalla condizione di pecorelle obbedienti.

NOI NON CI FERMIAMO, CONTINUEREMO LA NOSTRA LOTTA, PER RIVENDICARE I NOSTRI DIRITTI CALPESTATI, CONTRO L'INDIFFERENZA ED IL CONFORMISMO.

MARIO SORACE

venerdì 29 giugno 2007

Le indagini della Procura di Napoli sulla Truffa dello smaltimento dei rifiuti in Campania

RIFIUTI: A BREVE RICHIESTE PM PER BASSOLINO E ALTRI INDAGATI


ANSA.NAPOLI - Saranno brevi i tempi per la formulazione delle richieste della Procura di Napoli nei confronti degli indagati nell'ambito dell'indagine sulla presunta truffa relativa al ciclo di smaltimento dei rifiuti che ha portato all'interdizione nei confronti di quattro società e al sequestro di circa 750 milioni di euro. Lo hanno annunciato i magistrati nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare gli sviluppi della vicenda giudiziaria. Da quanto si è appreso, i pm titolari dell'inchiesta Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, coordinati dal procuratore aggiunto Camillo Trapuzzano, stavano attendendo l'emissione del provvedimento del gip Rosanna Saraceno per passare alla seconda fase del procedimento, quello a carico di 23 indagati ai quali nel settembre dello scorso anno furono notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari.

Tra gli indagati figurano, anche il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, nella sua qualità di ex commissario di governo per l'emergenza rifiuti fino al febbraio 2004, Raffaele Vanoli, ex vicecommissario per l'emergenza, l'ex subcommissario Giulio Facchi, l'ex direttore tecnico Salvatore Acampora, nonché i responsabili di Impregilo (con i proprietari Piergiorgio e Paolo Romiti), Fibe e Fisia. La valutazione degli elementi fatta dal giudice per le indagini preliminari costituisce un passaggio fondamentale per i pm che hanno visto reggere al vaglio del gip l'impianto accusatorio soprattutto con riferimento all'ipotesi di truffa. Ciò rappresenta un punto a vantaggio della procura che dovrebbe quindi depositare tra breve le richieste di rinvio a giudizio.

Bassolino, come è sottolineato nell'ordinanza del gip Saraceno in riferimento alle imputazioni formulate dai pm , aveva i poteri di sovrintendere e assicurare "la cura e l'attuazione della corretta gestione dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, assimilabili e speciali". Bassolino tuttavia per i pm, "non impediva, realizzava e consentiva la perpetua violazione degli obblighi contrattuali assunti dall'Ati affidataria in relazione alla gestione del ciclo dei rifiuti solidi urbani in Campania". Omettendo, inoltre, di "promuovere e sollecitare iniziative volte a garantire il rispetto dell'obbligo contrattuale" di ricezione da parte della Ati di tutti i rifiuti solidi urbani, e omettendo "di intraprendere iniziative dirette a contestare e comunque impedire le accertate violazioni contrattuali da parte delle società affidatarie".



26 giugn2007 dal sole24ore

Rifiuti Campania: interdizione per Impregilo. Ipotesi di reato: truffa aggravata

Il Gip del Tribunale di Napoli Rosanna Saraceno ha disposto l'interdizione ai contratti con la pubblica amministrazione per un anno, relativamente alle sole attività di smaltimento, trattamento e recupero energetico dei rifiuti, nei confronti di alcune società del Gruppo Impregilo che gestiscono i sette impianti di combustibile da rifiuti della Campania. Le aziende coinvolte sono Impregilo, Fisia, e Fibe Campania.
Il Gip ha accolto le richieste dei Pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, al termine di una indagine sull'ipotesi di truffa aggravata.

Le indagini hanno portato anche al sequestro di circa 750 milioni di euro, somme dovute alle società da parte di molte amministrazioni municipali campane, o relative ad anticipi del commissariato emergenza rifiuti, per la costruzione del termovalorizzatore di Acerra. Nell'ambito dell'indagine il giudice ha disposto, nel dettaglio, il sequestro di 53 milioni di euro per le spese anticipate dal commissariato di governo per la costruzione degli impianti delle province campane diverse da Napoli, di circa 302 milioni quale tariffa di smaltimento regolarmente incassata; di documenti rappresentativi dei crediti certi, liquidi ed esigibili inerenti alle tariffe non ancora incassate pari a circa 142 milioni; di circa 100 milioni per le altre spese sostenute dal commissariato di governo che per contratto erano a carico delle affidatarie; di 52 milioni circa corrispondenti al mancato deposito cauzionale previsto dal contratto d'appalto; di circa 104 milioni pari al valore del termovalorizzatore di Acerra.

Al provvedimento restrittivo di questa mattina si è giunti dopo una lunga indagine, che ha preso spunto dal periodo in cui, nell'ambito del piano per lo smaltimento dei rifiuti, elaborato dalla Regione Campania, fu espletata una gara d'appalto a seguito della quale risultò aggiudicataria un'associazione di imprese costituita da Fibe e Fisia Campania, che provvide a realizzare i sette impianti per il Cdr, dove stoccare i rifiuti in attesa della realizzazione dei termovalorizzatori.

Nel 2003 giunsero alla Procura di Napoli numerose denunce, in relazione al funzionamento del trattamento rifiuti, alle discariche, ai siti di stoccaggio. Vennero dunque avviate indagini per verificare la correttezza, sotto i vari profili dell'intero sistema.
Emerse allora che i prodotti di lavorazione non avevano le caratteristiche richieste dalla legge e dal contratto, e i pm rinvenneroi gli estremi del reato di «frode in pubbliche forniture», che portò al sequestro degli impianti, dissequestrati poi nel maggio del 2004. Cominciò quindi una lunga battaglia legale, con continui controlli, sequestri e successive revoche, fino alla risoluzione del rapporto contrattuale con le affidatarie, con l'intervento del governo attraverso il decreto legge del novembre 2005, convertito poi in legge nel gennaio 2006.
«Andando a ritroso - si legge nella nota della Procura - è apparso evidente che il comportamento delle societá non appariva lineare, in quanto pur essendo consapevoli fin dall'inizio che lo smaltimento dei rifiuti non avrebbe poturo funzionare, hanno fatto di tutto per dissimulare tale situazione». Un comportamento che, secondo gli inquirenti «è stato possibile grazie alla complicitá e la connivenza di chi aveva l'obbligo di controllare ed intervenire e non l'ha fatto per troppo tempo».

Corte dei conti: spesi 1,8 miliardi per l'emergenza rifiuti
La Corte dei conti ha dedicato nel rendiconto generale dello stato un approfondimento in sede di controllo al fenomeno dell'emergenza rifiuti rilevando che finora sono stati spesi «,8 miliardi di euro, il 21% dei quali per stipendi e funzionamento delle sedi». Una situazione «di estrema gravità - denuncia il procuratore generale della corte, Claudio De Rose - il cui tratto più generale è costituito da una struttura organizzativa ad hoc, che non si giustifica più con gli originari caratteri della eccezionalità e si configura, invece, come una complessa e duratura organizzazione extra ordine, che si affianca a quella ordinaria, bloccandone l'operatività». Per la corte «l'avvicendamento continuo dei commissari straordinari con più vice e subcommissari non ha giovato alla continuità dell'azione«. Ulteriori caratteristiche del fenomeno dell'emergenza rifiuti sono, segnala la magistratura contabile, «i rapporti tra imprenditoria deviata e burocrazia corrotta per lo smaltimento selvaggio dei rifiuti», gli enti pubblici che «per assicurare ai propri cittadini l'eliminazione dei rifiuti - denuncia De Rose - non vanno troppo per il sottile in fatto di appalti e di tutela dell'ambiente, con vantaggio per imprese che provengono dal nulla, senza mezzi e professionalità, e presentano offerte governate da accordi preconfezionati». La requisitoria della Corte dei conti sulla gestione dell'emergenza rifiuti prosegue con la condanna della regia «occulta delle proteste popolari contro impianti o progetti di impianti per porre in risalto ogni volta la questione della scelta del sito, situazione che anima la resistenza locale e vanifica la pianificazione su vasta scala. Per i profili di illecito erariale le procure regionali hanno in corso le relative istruttorie».




giovedì 28 giugno 2007

28 GIUGNO 2007- SERATA MUSICALE AL PRESIDIO

PRESIDIO PERMANENTE CONTRO LA DISCARICA: via Nespole della Monaca, TERZIGNO (loc.Taverna al Mauro)
INTERVENITE NUMEROSI...e PASSATE PAROLA!
-----Lina-----

mercoledì 27 giugno 2007

Una presa per i fondelli:il testo normativo dopo gli emendamenti e l'approvazione al senato ora si presenta così..

Tutti siamo a conoscenza del fatto che il decreto ha superato il primo grosso ostacolo al Senato , essendo stato approvato;
molti sanno che il decreto è stato approvato con alcuni emendamenti, ossia con alcune modifiche, salutate dai più con un plauso, quasi come se tali modifiche rappresentassero la panacea di tutti i mali(e mi riferisco alla classe politica e in particolare a quella parte di classe da cui, visti i valori e gli ideali da sempre proclamati ci si asspettava di essere tutelati e ke invece ha preferito darci il colpo di grazia) ;
invece pochi sanno ke si tratta di UNA PRESA PER I FONDELLI , 'NA PIGLIATA PPE CUL' come si dice a Napoli!!!!!
Riteniamo quindi ke sia necessario fare chiarezza, mettere i cittadini, quasi addolciti da tali modifiche, nelle condizioni di osservare con i loro occhi come con le modifiche apportate al decreto le cose non siano migliorate, anzi piuttosto peggiorate!!!!
Ed in questo purtoppo eravamo stati lungimiranti;ricorderete tutti il volantino "A' FOSs' CIA' VONN' SCAVà!!!!
Per questi motivi mettiamo qui a confronto l'attuale testo normativo , così come modificato e approvato al Senato, con il testo normativo originario, accompagnato dalle nostre osservazioni;in particolare intendiamo soffermarci sui commi 1 e 3 dell' art.1 che riguardano più da vicino la situazione Terzigno.
Il Governo, e a questo punto il Parlamento(i rappresentanti politici ke abbiamo direttamente votato) non possono credere, avere l'illusione di prenderci in giro.Ribadiamo un concetto : qui a Terzigno siamo in grado di leggere!!!!!Ci hanno alfabetizzato nonostante i tentativi di ridurci a Terzo Mondo!!!

Ecco come recitava l'art.1 comma 1 ante emendamento:

1. Entro il termine dello stato di emergenza, fissato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 25 gennaio 2007,pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 2007, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani o speciali non pericolosi anche provenienti dalle attivita' di selezione, trattamento e raccolta dei rifiuti solidi urbani nella regione Campania, sono attivati i siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Serre in provincia di Salerno, Savignano Irpino in provincia di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli e Sant'Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento.


Ecco come recita ora a seguito delle modifiche subite in Senato in sede di conversione in legge:

1. Entro il termine dello stato di emergenza fissato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 25 gennaio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 2007, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta di rifiuti solidi urbani nella regione Campania, anche al fine di evitare l’insorgere di nuove situazioni emergenziali, sono attivati, anche in deroga a specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria, nel rispetto dei princìpi fondamentali in materia di tutela della salute e dell’ambiente e salvo l’obbligo per il Commissario delegato di assicurare le misure occorrenti alla tutela della salute e dell’ambiente, i siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Serre in provincia di Salerno, Savignano Irpino in provincia di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli e Sant’Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento.

Osservazioni:

  • Si aprono quattro discariche (una per Provincia, eccetto quella di Caserta) tra cui Terzigno. Esse sono destinate a recepire rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta di rifiuti solidi urbani nella regione Campania. Da sottolineare che Terzigno è indicata come Comune nel suo complesso e non vengono contemplate aree specifiche. Il rischio, rafforzato anche dal fatto che si parla (v. successivo comma 3) di “ricomposizione morfologica del sito” (Terzigno), laddove esistono ben 18 cave censite (tutte alterazioni morfologiche del sito), è che si possano sversare rifiuti un po’ ovunque nel territorio comunale. D’altronde è noto che sono già 2 le cave che si stanno approntando a discarica.

  • La soppressione della parola “anche” introdotta dal Senato è positiva perché, comunque, riduce le tipologie di Rifiuti speciali non pericolosi.

Ma è il 3° comma che più direttamente riguarda la discarica di Terzigno.
Prima si presentava così:

3. L'uso del sito ubicato nel comune di Terzigno di cui al comma 1 e' consentito fino al completamento delle attivita' di collaudo ed alla messa in esercizio a regime del termovalorizzatore di Acerra. Il Commissario delegato assicura la ricomposizione morfologica del sito utilizzato e l'adozione delle occorrenti misure di mitigazione ambientale, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel medesimo territorio, mediante la predisposizione di un apposito piano da adottarsi d'intesa con il Presidente della regione Campania, sentito il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Attualmente in seguito alle modifiche si presnta invece così:

3. L’uso finale del sito ubicato all’interno del Parco nazionale del Vesuvio, nel comune di Terzigno di cui al comma 1, è consentito per il solo recapito di frazione organica stabilizzata ed esclusivamente ai fini di ricomposizione morfologica del sito medesimo. Il Commissario delegato assicura la ricomposizione morfologica del sito utilizzato e l’adozione delle occorrenti misure di mitigazione ambientale, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel territorio del comune di Terzigno, mediante la predisposizione di un piano da adottarsi d’intesa con il Presidente della regione Campania e con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

Osservazioni:

É, questo, il comma che più direttamente riguarda la discarica di Terzigno. Il Senato ha apportato, su proposta del Governo (e quindi significative sulla “filosofia della legge”, ovvero della effettiva volontà del legislatore), alcune modifiche sostanziali:

  • L’introduzione del termine “finale” dopo “uso” rappresenta, come chiarito dal Sottosegretario D’Andrea, portavoce del Governo, l’esigenza di utilizzare la discarica di Terzigno come discarica ordinaria fino a quando non sarà approntata la frazione organica stabilizzata. Dunque: l’uso finale sarebbe quello per FOS, l’uso immediato per rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta di rifiuti solidi urbani nella regione Campania (ecoballe ed altro).

  • Si è specificato “all’interno del Parco nazionale del Vesuvio”, con l’intento di porre maggiore attenzione alla tutela del territorio , o con la preoccupazione di derogare e, quindi, non confliggere con le leggi di tutela preesistenti smussando la forza di un ricorso in sede di corte costituzionale o europea.
  • Il testo originario offriva un limite temporale all’attività (fino al completamento delle attività di collaudo ed alla messa in esercizio a regime del termovalorizzatore di Acerra) anche se questo era ovviamente condizionato dalla realizzazione di un’opera che non si sa se resterà incompiuta (al pari di centinaia di altre) o sarà attivata chissà quando . Il testo modificato (per il solo recapito di frazione organica stabilizzata di qualità accertata ed esclusivamente ai fini di ricomposizione morfologica del sito medesimo) elimina l’orizzonte e il limite temporale e lo sposta su una pianificazione strutturale indeterminata che, laddove quantificabile, sarebbe di durata enorme vista la volumetria delle 18 cave di Terzigno, alcune delle quali di dimensioni abissali. Terzigno è il sito, non la tale cava a Terzigno!In altri termini si pone, invece, un termine praticamente illimitato (vista la capienza delle cave di Terzigno) sancito dai "fini di ricomposizione morfologica del sito medesimo" ed aggravato dal fatto che per il Commissario delegato sarebbe quasi un dovere assicurare "la ricomposizione morfologica del sito utilizzato".

  • In un primo momento l'emendamento presentato dalla commisione ambiente parlava di "qualità accertata", ma poi in un secondo momento la dizione di cui prima è stata soppressa da un ulteriore subemennadamento. Il recapito di FOS, che peraltro in Campania non si produce, è solo l”uso ultimo”, ovvero quando in Campania vi sarà un ciclo virtuoso dei rifiuti (cfr. sempre le dichiarazioni del Sottosegreatrio D’Andrea). Anche qualora la FOS fosse correttamente immessa, essa comporterebbe un impatto ambientale gravissimo (quantità molto piccole di FOS di qualità controllata hanno dimostrato essere inquinanti) data l’enorme volumetria delle cave. La pessima qualità della FOS campana tra l'altro non è ignota al Governo che in Senato, come si diceva sopra ,ha subemendato l’emendamento della commissione ambiente che aveva parlato di FOS di qualità controllata dimostrando così l’intenzione di portare (in condizioni di ottimizzazione) poco meno di normale immondizia triturata.

  • Una seria penalizzazione è stata fatta ai Comuni vicinissimi (più del centro di Terzigno) alle prime discariche che saranno aperte. Boscoreale e Boscotrecase saranno, infatti, escluse dalla bonifica (infatti la dizione “il medesimo territorio” è stato sostituita con “il territorio del Comune di Terzigno” con l’ovvio intento di ridurre la quantità della bonifica).


Infine un "regalo" è stato fatto al Ministro dell'ambinte che ora dividerà le clientele di consulenti con il Presidente della Regione. Infatti, il Ministero condividerà la pianificazione della bonifica con la Regione e non sarà, quindi, solo un consigliere.(infatti la locuzione "sentito …" viene sostituita con"e con..." )


Sostanzialmente il nuovo testo così come modificato contiene più elementi di preoccupazione rispetto al testo originale.

In Conclusioone

· TERZIGNO E’ LA DISCARICA (NON SONO INDICATI SITI SPECIFICI E QUINDI TUTTE LE CAVE –ALTERAZIONI MORFOLOGICHE DEL PAESAGGIO- SONO POTENZIALI SITI).

· IN ORIGINE E PER MOLTO TEMPO VERRANNO RIFIUTI “TAL QUALI” IN QUANTO LA FOS DOVREBBE VENIRE NELLA FASE DI MATURITA’ TECNOLOGICA (FINALE).

· LA FOS, COMUNQUE SAREBBE DI QUALITà NON ACCERTATA, QUINDI NON SUSSISTEREBBE ALCUN CONTROLLO, CON TUTTE LE RIPERCUSSIONI SULL'AMBIENTE E SULLA SALUTE DEL CASO.

· IN OGNI CASO ANCHE LADDOVE LA FOS FOSSE STATA DI QUALITA’ ACCERTATA, UNA SIMILE QUANTITA’ SAREBBE COMUNQUE DI GRAVISSIMO DANNO ALL’AMBIENTE (CFR. STUDI REGIONE PIEMONTE).

Amelia Festa
grazie alla collaborazione del prof.Angelo Genovese

giovedì 21 giugno 2007

Il decreto delle ingiustizie..

Emergenza rifiuti in Campania: via libera dell'Assemblea

Con 152 voti favorevoli, 136 contrari e 2 astenuti, l'Assemblea ha approvato, nella seduta pomeridiana di mercoledì 20 giugno, il ddl 1566 di conversione del decreto-legge n. 61, recante interventi straordinari per superare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania. Il testo passa ora all'esame della Camera dei deputati.
Il confronto in Aula si è incentrato in particolare sull'ubicazione delle discariche e gli interventi di bonifica delle aree; sui poteri del Commissario delegato relativamente all'utilizzo dei siti posti sotto sequestro dalla magistratura; sull'obbligo dei Comuni di avvalersi dei Consorzi di bacino per il servizio della raccolta differenziata e sull'accorpamento o scioglimento di tali Consorzi in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi; infine, sull'articolo 7 relativo alla determinazione della tassa di smaltimento dei rifiuti.
PER IL TESTO COMPLETO DELLA DISCUSSIONE IN AULA:

ORA PIU' CHE MAI BISOGNA LOTTARE PER FAR SENTIRE CHE ESISTIAMO E CHE NON SIAMO DISPOSTI A SUBIRE ULTERIORI ABUSI!!

PROSSIMI APPUNTAMENTI AL PRESIDIO DI VIA NESPOLE DELLA MONICA (LOC. TAVERNA AL MAURO - TERZIGNO)


SABATO
23/6/2007 ORE 20:00
SANTA MESSA
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DOMENICA
24/6/2007 ORE 21:00
GRANDE FESTA NEL PARCO
CON MUSICA E BUFFET OFFERTI
DALL' "ASSOCIAZIONE RISTORATORI DEL VESUVIO"

martedì 19 giugno 2007

copia del programma della fiaccolata di mercoledì 20/6/2007

PROGRAMMA DELLA FIACCOLATA DI MERCOLEDì 20/06/2007 CONTRO L’APERTURA DELLA DISCARICA DI TERZIGNO, NEL PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO.


I corteo S. Antonio
Partenza: ore 20:30 da Piazza S. Antonio → Via Avini
Sosta: incrocio via Giordano – Via Roma e incontro con il III corteo

II corteo Boccia al Mauro
Partenza: ore 20:30 dalla chiesa della Madonna del Carmine → Corso A. Volta
Sosta: Piazza Ferrovie dello Stato e incontro con I e III corteo

III corteo Piazza
Partenza: ore 21:00 da piazza Troiano Caracciolo del Sole → incrocio via Giordano – Via Roma
Sosta: all’incrocio incontro con il I corteo


PERCORSO

I e III corteo si uniscono all’incrocio di Via Giordano con Via Roma per poi proseguire per:

Via Giordano → corso A.Volta → Via Fiume

arrivo: Piazza Troiano Caracciolo del Sole

Ogni corteo porterà: fiaccole e uno striscione fornito dal comitato.
In ogni corteo ci saranno 3 responsabili del coordinamento.

NON MANCATE!!!


IL COORDINAMENTO DEI COMITATI PER LA DIFESA DEL TERRITORIO AREA VESUVIANA

giovedì 14 giugno 2007

Il decreto n° 61 in discussione al Senato ai fini della conversione in legge

Oggi si è tenuta al Senato la discussione circa la onversione in legge del decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti

Riportiamo qui di seguito il link per poter prendere visione resoconto sommario e stenografico della disscussione.


mercoledì 13 giugno 2007

MANIFESTAZIONE REGIONALE - >VENERDì 15 GIUGNO


MANIFESTAZIONE
COMITATI CAMPANI PER LA DIFESA DELLA SALUTE E DELL'AMBIENTE

CONCENTRAMENTO

VENERDì 15 GIUGNO 2007

ORE 18.30

TAVERNA AL MAURO

PRESIDIO TERZIGNO


In questi giorni in cui le emergenze più notiziabili “dell'affaire munnezza” sembrano momentaneamente nel dimenticatoio, resta però la vera drammatica emergenza legata alla devastazione della nostra regione, ...


...ai gravissimi rischi per la salute di intere comunità, ad un piano rifiuti che punta tutto su incenerimento e megadiscariche boicottando nei fatti la raccolta differenziata e condannando i nostri territori ad ulteriore inquinamento. Ad esempio un megainceneritore come quello di Acerra "ha bisogno" che la differenziata non funzioni, perché senza plastica e carta diventa antieconomico. Un altro modello è possibile, come accade in molte parti del mondo, ma per applicarlo bisogna anzitutto rimediare alla "Bancarotta della democrazia" causata da una gestione politica che ha fatto dell'emergenza una strategia e intende sempre più l'intervento ambientale come business che coinvolge forme di affarismo legale e illegale e che non ha nessun rispetto per la salute e per la natura. Questa gente non ha più alcuna credibilità. Non sarà chi ha creato l'emergenza a traghettarci fuori da essa...! Restituiamo democrazia reale alle comunità!”. Dopo la manifestazione nazionale del 19 maggio non abbiamo nessuna intenzione di fermarci.

Manifesteremo Venerdì 15 giugno in molte località della Campania:

- a Napoli: presidio ore 10.00 in via Verdi - in occasione del consiglio comunale tematico sui rifiuti (partecipano alla mobilitazione centri sociali, movimenti dei precari, comitati ambientalisti, rete 28 aprile, sindacati di base ecc..);

- a Salerno: corteo ore 17.00 da Torrione fino in Prefettura. In questa manifestazione confluiscono anche i Comitati di Serre, Campagna e Montecorvino;

- a Terzigno: Corteo nel pomeriggio con le comunità di Terzigno, Boscoreale, Boscotrecase.

- A Giugliano, ore 11.00 presidio sotto il consorzio di bacino Napoli 1;

- ad Acerra: mobilitazione per portare la raccolta differenziata alla Erreplast.

Tutti insieme chiederemo:

- La fine del commissariamento ai rifiuti e le dimissioni dei responsabili politici del disastro.

- Un nuovo piano che punti davvero su riciclaggio, differenziata e trattamento a freddo del residuo e rinunci all'abbraccio mortale con la logica del business, dell'incenerimento e delle megadiscariche.

- Il ritiro del decreto governativo sulle cave, che è antidemocratico, attenta ancora alla salute delle comunità e fa solo un favore a quei poteri che sulle cave hanno sempre speculato.

Queste mobilitazioni saranno anticipate il 13 giugno da un'assemblea pubblica ai cancelli della centrale turbogas di Vigliena (San Giovanni a Teduccio) contro la centrale e l'inquinamento da nanoparticelle e il 14 giugno da azioni simboliche in sostegno della raccolta differenziata porta a porta (l'unica che funziona), con Presidi dimostrativi, iniziative comunicative e Gazebo in piazza Dante e piazza Carità (Napoli) dalle ore 17.00.

Passaparola!!!

lunedì 11 giugno 2007

La Favola Della Munnezza....




Grazie al Collettivo Voce Nueva!!!

comunicazione

Dopo tre manifestazioni, riuscite egregiamente(era ora), adesso non ci resta di unirci, adesso servono tutte le forze che terzigno può dare. Invitiamo a tutti di diffondere la notizia che da stasera, inizierà il presidio permanente, x evitare che i camion iniziano a sversare nel nostro parco" a muntagna", vi aspettiamo a via nespole della Monica ci serve gente, oggi sono arrivati due blindati dei carabinieri 3 macchine, e 3 macchine della polizia.

il popolo unito non sarà mai vinto

Sabato mattina alle 7.00 tutti in Piazza Troiano Caracciolo del sole, dobbiamo contarci per vedere che tipo di manifestazione possiamo fare, questo si era detto venerdì al presidio.
Arrivati in piazza circa un’ottantina si decide il blocco delle f.f.s.s. di Pompei. Partiamo con un autobus e qualche macchina al seguito, si arriva ed ogni persona con i cell, avverte altre persone,che noi adesso occuperemo la stazione di Pompei, entriamo e si comunica alla polfer il blocco , che durerà per 2 ore sotto il vigile controllo del commissario polfer e polizia.
Così finalmente arrivano le televisioni nazionali, riprendono e filmano, con le promesse di farci uscire un pochino.
Si scioglie il corteo, ma la gente non ci crede che farà il buco in televisione, e allora si decide di andare in corteo verso il santuario, mentre il corteo si appresta a raggiungere il santuario due ragazzi corrono verso il campanile e riusciranno ad esporre uno striscione “parco nazionale: aria natura e spazzatura” anche solo x 10 minuti perché causeranno la sospensione del servizio fino allo scioglimento del corteo.

Domenica pomeriggio si è organizzata la giornata con i bambini, altre iniziative per i bambini saranno organizzate in seguito con più informazione e speriamo con più affluenza.
Stamattina altro appuntamento in Piazza alle 7.30 ma poi per vari motivi l’appuntamento si è spostato alle 10 per recarsi alla regione in 50, cresciamo man mano ma siamo sempre pochi in confronto alla cittadinanza.
Da stasera ci sarà il nuovo sindaco, e spero, che così, tanta altra gente sarà libera per aiutarci, e non sarà impegnata per la politica, almeno lo spero.
P.S il popolo unito non sarà mai vinto

venerdì 8 giugno 2007

arriva la munnezza

convocazione generale di tutta la cittadinanza di terzigno, boscoreale, in via nespole della Monica(la strada che porta alla discarica), passate parola per informare la cittadinanza.
Ci sarà, un presidio permanente, già in atto per informarvi della manifestazione che si terra domani mattina.... venite, venite, venite, è urgente..... abbiamo poco tempo e siamo in pochi

giovedì 7 giugno 2007

L’esplosione Del Parco (comm è bell a muntagna stanotte)

Ieri ho assistito alla conferenza tenutasi nella sala consiliare del Comune di Terzigno. Tra i tanti interventi, mi ha colpito, particolarmente, quello del Dr. Troiano, presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, soprattutto perché si è svolto, come già altre volte, quasi in una sorte di contraddittorio con, buona parte, della cittadinanza di Terzigno. A tale fenomeno possono darsi milioni di spiegazioni, tante quante possono essere le sfaccettature di un rapporto umano: questo è il mio punto di vista. La popolazione di Terzigno potrebbe essere definita: egoista; chiusa; ignava; menefreghista, ma, giudizi critici di tale entità, non posso né potrei mai darli; terzignese io stesso, non potrei mai essere obbiettivo. A mio avviso, la definizione che potrebbe darsi del terzignese, è quella di una persona “egoisticamente legata ai propri beni”. Vuoi per l’estrazione sociale degli ascendenti (origini contadine), vuoi per le difficoltà con cui (quasi ttutti) i nostri nonni e genitori hanno acquisito quelle che sono le loro proprietà, tale legame non può certo essere criticabile. Da sempre, quindi, hanno custodito gelosamente la loro proprietà, godendone pienamente ed esclusivamente (come permette anche il codice civile), traendone i frutti; tutti! Così hanno sfruttato le ricchezze della terra (vigneto, frutteto, piantagione di noccioline) e, quando hanno smesso i panni dei contadini per avviarsi alla pratica mercantile, la loro terra è divenuta “edificabile” con la seguente motivazione: “nel mio non faccio del male a nessuno!”. A questo punto, sottolineo che non sono, e non sarò mai, a favore dell’abusivismo edilizio, quanto sopra è stata una semplice e realistica esposizione dei fatti. Il terzignese, poi, ha sempre considerato il Vesuvio, confidenzialmente, “a muntagna”, indicando, con tale termine, un legame affettivo; e, le pinete della zona, sono, da sempre, state oggetto di ampia fruibilità, da parte dei cittadini, che vi andavano per le più diverse pratiche: scampagnate (specie il lunedì in albis, in cui ci si riunisce intorno alle “tammurriate”), per la caccia (praticata con profonda passione e rispetto per tutta la natura), raccolta di pigne e castagne (specie dai proprietari di pinete). Ora, tutta questa premessa per spiegare perché, a mio avviso, il cittadino di Terzigno, quando vede il Presidente del Parco, se non proprio rosso, vede un colore che ci si avvicina molto. Quando è nato il parco, già nella sua concezione politica, per i terzignesi significava una cosa sola: perdita della libertà di godimento delle “proprie terre” e della propria “muntagna”. Ed in effetti, i vincoli che impone la creazione di un’area parco sono stretti! Di fronte a tali vincoli, si è argomentato, certamente ci sarebbero stati vantaggi maggiori, seppur diversi. Andando ad analizzare questi vantaggi, però, ci si rende conto che, gli stessi, sono rimasti allo stato potenziale:

  • Riqualificazione ambientale, con bonifica dei territori adibiti, troppo spesso, a discariche di ogni genere (MAI FATTO);
  • Creazione di verde attrezzato per una migliore fruibilità collettiva (camminamento in via campitelli, realizzato nel 2004, pure in economia!);
  • Riqualificazione del territorio in chiave turistica!!!!!( ci siete mai saliti sul cratere a piedi? Se ci andate, scoprirete che esiste una piantina che indica l’estensione del parco, i percorsi campestri e, udite udite, Terzigno non viene affatto menzionata!);

a fronte di tutto ciò, è stato:

  • Continuato a sversare, abusivamente e non, in ogni dove;
  • Precluso ogni accesso in montagna, laddove esistono percorsi bellissimi;
  • Chiuso il crossdromo;
  • Limitato lo sfruttamento, di alberi e terra, per i proprietari degli appezzamenti rientranti nell’area parco;
  • Preclusa ogni nuova attività edilizia (l’unica cosa buona, peraltro mai fatta rispettare!!!)

È chiaro che, il cittadino vede, nel Parco Nazionale del Vesuvio, un suo avversario; colui che gli ha imposto solo le privazioni, collegate al parco, riservando per altri le gratificazioni (Somma, S. Sebastiano, Cercola, Ottaviano), senza contare che, in 12 anni ufficiali di parco, non è stato mai tutelato a sufficienza dall’ente stesso. Ora, non tutte le colpe sono del parco, buona parte sono attribuibili ai cittadini, e, parte ancora più grossa, alle istituzioni locali ed alle forze dell’ordine, che troppo spesso hanno finto di non vedere o sono intervenute a cose fatte. Le colpe, peraltro, non sono nemmeno di Troiano, ma, ne dovrà convenire che, egli rappresenta il Parco e la gente vede in lui il Parco. Per usare un paragone forte, per Terzigno, il Parco è un po’ il padre che lo ha messo al mondo ed è scappato con un’altra! Un tale padre, prima di aspettarsi affetto o rispetto, dovrà recuperarlo faticosamente. Il Parco, lo potrà ottenere solo impegnandosi fattivamente, in modo politico e legale, affinché si scongiuri la discarica; solo dopo Troiano (ed attraverso lui il Parco) potrà essere accolto con stima.

giorno dopo giorno

Dopo la conferenza di ieri sera ( 6 giugno), nella sala consiliare del comune di terzigno, si è discusso: su come poter risolvere la situazione discarica nel parco nazionale del Vesuvio(terzigno).
Si sono susseguiti, gli interventi di: De Medici, Casucci, Lamberti, “Ottavio”, ed infine un lungo dibattito con il presidente del parco nazionale del Vesuvio il dott. Amilcare Troiano.
A dire che, a mio parere, la cittadinanza di terzigno si distingue sempre, sono riusciti a stare a sentire tutti tranne Ottavio, no perché siamo stati educati con gli altri e con lui no, ma solo perché non conoscevamo gli altri relatori.
Quello che si è detto e fatto deve restare ad ieri, ormai nel coordinamento dei comitati si è raggiunto un altro obiettivo, quello che alla fine d’ogni appuntamento ci si saluta col prossimo appuntamento.
L’appuntamento d’oggi 7/06/2007 è alle 13.30 in via nespole della Monaca (la strada della discarica) per respirare aria “pura”. Dobbiamo essere numerosi a tutti gli incontri, specie a questo d’oggi, vivere all’aria aperta, non siamo numerosi solo quando ci sediamo comodamente, vi aspettiamo tutti.
Ieri sera, ci sono state sempre delle piccole pecche:
” la moderazione” alla discussione;
La scaletta della discussione che non ha permesso interventi tempestivi da parte di chi avrebbe potuto porre domande ai relatori, i quali sono andati via prima che venisse data la parola a chiunque potesse fare qualche intervento;
Alcune persone avevano preparato una scaletta di domande, ritenute interessanti, che al momento dell’intervento non sono state formulate.
La presenza di persone di dubbia utilità al tavolo dei relatori;
la presentazione dei relatori non è stato sufficiente, pertanto, la platea non ha avuto modo di sapere chi realmente avevano davanti, onde potergli fare idonee domande, e, ove necessario, muovere accuse.
Cerchiamo di migliorarci, giorno dopo giorno
alla cittadinanza per piacere basta con gli insulti gratuiti verso persone che non conoscete, grazie

martedì 5 giugno 2007

attenzio....... attenzio!!!!!!

mercoledì 6 giugno, ore 20, presso l’aula consiliare del Comune di Terzigno, in via Gionti, si terrà invece un incontro seminariale, aperto a tutta la cittadinanza, che vedrà, tra gli altri, la partecipazione del geologo dott. Giovan Battista de’ Medici e dell’urbanista dott. Aldo Loris Rossi, che esporranno considerazioni puramente tecniche nel merito.
Siete invitati tutti a partecipare!!!Passaparola!!!

lunedì 4 giugno 2007

NOTA SULLO STATO DELLA RIAPERTURA DELLA DISCARICA DI TERZIGNO.

NOTA SULLO STATO DELLA RIAPERTURA DELLA DISCARICA DI TERZIGNO.

A cura di Angelo Genovese con il contributo del Coordinamento dei Comitati Civici di Boscoreale, Boscotrecase e
Terzigno.

CARATTERIZZAZIONE DELLA DISCARICA S.A.R.I. DISMESSA.
La discarica Sari è una discarica di 1a Categoria per Rifiuti urbani ed assimilabili. Ha iniziato la
sua attività nel 1988 e il 1994 è l’anno di fine attività. La sua capacità volumetrica è di 1130000 m3 e la sua superficie è di 18000 m2. La quantità di rifiuti smaltiti è stata di 900000 tonnellate.
La discarica è divisa in tre zone denominate A, B, C. La zona B è corredata di impianto di
biogas funzionante e di un impianto per l’irrorazione di acqua sulle terre di copertura finale. La
zona C insiste in una cava a fossa ed è stata ampiamente utilizzata per lo stoccaggio di RSU. La
zona A è stata parzialmente organizzata per la ricezione di RSU, con una capacità volumetrica di
1000000 metri cubi.


POPOLAZIONE RESIDENTE NEI COMUNI PIÚ PROSSIMI ALLA DISCARICA
Terzigno 15.870
Boscoreale 27.168
Boscotrecase 10.638
Trecase 9.179


Illogicità urbanistica della ubicazione della discarica.
Semplicemente osservata sotto il profilo dell’opportunità urbanistica, la scelta della discarica di
Terzigno appare veramente illogica almeno per i seguenti motivi:
1) É ubicata in un Parco Nazionale.
2) É ubicata nella Provincia con la più alta densità abitativa d’Italia4.
3) Il criterio della compartimentazione per Province non ha alcun senso, se non quello di
una rozza semplificazione amministrativa, in quanto la pianificazione deve essere
regionale.
4) Le strade di accesso sono poche, strette, in cattive condizioni e attraversano centri
densamente abitati.
5) É molto vicina ad importanti insediamenti abitativi


IMPATTO AMBIENTALE ED ECONOMICO DELLA DISCARICA.

Una valutazione d’impatto ambientale ed economico è, ovviamente, cosa più complessa rispetto a quanto tratteggiato in queste semplici note. Tuttavia per grandi linee può essere riassunta nei
seguenti capitoli:
• Danno alla pubblica salute.
• Ulteriori disagi per la popolazione
• Deturpamento paesaggistico e danno al ricostituendo ecosistema del Parco Nazionale del
Vesuvio.
• Danno d’immagine rispetto al turismo e alla Comunità Internazionale.
• Danno alle attività di produzione agricola.
• Danno alle attività di ricezione turistica e di svago.


Danno alla pubblica salute.
I danni alla pubblica salute –in riferimento ad uno stoccaggio di rifiuti conforme al dettato di
legge e, quindi privo di rifiuti di altra natura e pericolosità- derivano essenzialmente dai seguenti
motivi:
1. Esalazioni gassose. É dimostrato che è praticamente impossibile evitare l’emissione di
gas ed esalazioni mefitiche dai siti di stoccaggio dei RSU. L’esperienza della precedente
gestione dell’impianto S.A.R.I. (allora recettivo di una minore quantità di rifiuti pro die)
ha spesso causato fenomeni di nausea con anche alcuni ricoveri ospedalieri per gli abitanti
residenti anche a circa 2 km in linea d’aria dalla discarica. La situazione diviene
particolarmente grave nei mesi estivi quando i fenomeni putrefattivi e fermentativi sono
molto più marcati e quando vi sono correnti eoliche ascendenti. Gravissime sarebbero, poi,
le conseguenze di fenomeni combustivi (anch’essi non rari).
2. Inquinamento della falda acquifera. Un parere del Servizio Geologico Nazionale del
luglio 1997 dichiarava estremamente pericolosa per la salvaguardia della falda acquifera
l’ubicazione di una discarica nel sito in questione6. Studi sulla qualità delle acque di falda
effettuati dall’ARPAC nel 2001 rilevano che nella zona di Terzigno: l’acqua presenta
valori di concentrazione di alcuni macrodescrittori decisamente lontani dai valori medi
della zona, probabile effetto dei già citati elementi di preoccupazione del Servizio
Geologico Nazionale.
D’altra parte qualsiasi cava di roccia si dichiara esaurita quando la materia prima è finita
ed ormai ci si trova su strati di diversa natura (nel nostro caso di sabbia).
Inoltre, nel tentativo di impermeabilizzare l’invaso, la legge e la prassi impongono la
realizzazione di rivestimenti impermeabilizzanti dello stesso (costituiti da strati di argille e
di plastica). Questo è solo un metodo che riporta con pesanti interessi la questione a
distanza di qualche decina di anni. Infatti, un simile strato impermeabilizzante prima o poi
produrrà qualche falla. Nel frattempo il percolato dei rifiuti (idratato dalle precipitazioni
meteoriche) genererà acidi umici (dell’humus) dalla componente organica. Tali acidi
umici sono particolarmente aggressivi per i metalli pesanti presenti nei rifiuti (ad es.:
mercurio, piombo, zinco, cadmio presenti nelle batterie) rendendoli non solo eluibili ma
anche facilmente assimilabili dai sistemi biologici e dall’uomo. A questi va aggiunto un
coacervo di sostanze organiche altrettanto pericolose. Pertanto una qualsiasi falla
permetterebbe l’improvvisa immissione in falda di un’altissima concentrazione di veleni.
Se, allo stato attuale lo sfruttamento della falda a valle della discarica è limitato, non
potremmo dire lo stesso tra decine o centinaia di anni di distanza laddove si paventa da più
parti un periodo di siccità che, inevitabilmente, porterà la comunità umana a cercare nuove
fonti di approvvigionamento idrico anche in queste zone.
3. Contaminazione da percolato delle zone limitrofe. Già l’attuale permanenza della ex
discarica S.A.R.I., mai bonificata, comporta il continuo efflusso (tracimazione dal livello
d’impermeabilizzazione) di percolato che già invade le terre circostanti anche coltivate.
Resta ovvia la preoccupazione per contaminazioni dei prodotti agricoli.
4. Passaggio di autoveicoli. Come già segnalato, si prevede un passaggio medio di migliaia
di camions e autocompattatori da e verso la discarica. Il pessimo stato delle strade, che
sarebbe ulteriormente aggravato dall’intenso transito degli autoveicoli in questione,
comporterebbe un acuimento dei disagi per i cittadini con pericolo per la loro salute. Tali
strade attraversano peraltro centri densamente abitati e, normalmente, con un’elevata
intensità di traffico. I danni per la salute sono ascrivibili a:
a. Alta rumorosità notturna.
b. Polvere (le strade sono in parte costantemente coperte dal terreno dilavato dal
Vesuvio) soprattutto nei periodi siccitosi successivi alle piogge con sollevamento
di polveri fini ed ultrafini.
c. Smog.
d. Percolato sulle sedi stradali fuoriuscito dai mezzi di trasporto.

5. Pullulazione di specie pericolose. Alle discariche, comunemente, si associa una
pullulazione di specie biologiche pericolose per la salute umana sia direttamente (batteri e
parassiti) sia per la presenza e la moltiplicazione di ospiti intermedi e vettori (ratti,
gabbiani, insetti) a loro volta potenziali vettori anche di patologie virali.
Tutti questi pericoli sono anche amplificati dalla natura dei rifiuti. I rifiuti indifferenziati
presentano, infatti, alti rischi di interazione tra composti e la commistione di sostanze diverse lì
presenti per superficialità o dolo. Né i gestori del business rifiuti in Campania hanno mai dato prova di comportamenti virtuosi.
Già uno studio Eurohazcon del 1998 ha evidenziato, su scala europea, un significativo aumento
del rischio di anomalie congenite non cromosomiche tra persone residenti entro 3 km dal sito di
discarica. Da questi primi risultati ne è discesa una letteratura scientifica più articolata e complessa su scala continentale. In questa va inquadrata anche il rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità del 2004 dal titolo Valutazione del rischio sanitario e ambientale nello smaltimento di rifiuti urbani e pericolosi8 dal quale risulta un elevato tasso di malattie congenite soprattutto per il Comune di Boscotrecase. Anche se tali studi epidemiologici difficilmente possono dimostrare uno stretto
rapporto causa-effetto per l’enorme numero di variabili, ciò che conta sottolineare è che comunque tali zone dovrebbero limitare l’incremento dei fattori di rischio! Certamente una siffatta discarica a poche centinaia di metri costituirebbe un elemento di rischio. Sarebbe come dare un
pugno in faccia ad un malato terminale.

Ulteriori disagi per la popolazione.
Come già segnalato, oltre ai disagi derivanti da rischi per la salute, la qualità della vita nei
Comuni interessati sarebbe compromessa dall’aumento del traffico veicolare insopportabile per
zone già così congestionate. Va, inoltre segnalato un ovvio deprezzamento del valore degli
immobili e sicure ripercussioni sull’occupazione in quelle attività ricettive di cui si farà cenno
successivamente.


Deturpamento paesaggistico e danno al ricostituendo ecosistema del Parco
Nazionale del Vesuvio.

Già la presenza della discarica di per sé, nel Parco Nazionale del Vesuvio, con l’alterazione di
molteplici parametri ecologici, comporta una grande forza di impatto sul ricostituendo e, pertanto, delicato ecosistema dell’area prospiciente. A questo va aggiunto il moltiplicarsi delle attività umane conseguenti a tale impianto, non ultime a quelle relative al trasporto dei rifiuti (traffico veicolare).
Dal punto di vista strettamente paesaggistico (estetico) per tutto il tempo dell’attività di
discarica e per il successivo (auspicato ma dubbio) periodo di bonifica del sito, il paesaggio ne
sarebbe ovviamente gravemente danneggiato.

Danno d’immagine rispetto al turismo e alla Comunità Internazionale.
Il Vesuvio rappresenta una delle zone maggiormente presenti nell’immaginifico collettivo
mondiale. Esso è strettamente collegato, per i circuiti turistici, a Pompei ed Ercolano, alla penisolasorrentina e a tutta la provincia di Napoli. Una discarica come quella della S.A.R.I. comporta unelevato impatto negativo in tal senso. La stampa internazionale, sempre attenta (anche fin troppo) ai danni arrecati al belpaese denuncerebbe immediatamente tale scellerata scelta con evidente danno di immagine per tutta la provincia.


Danno alle attività di produzione agricola.
La produzione agricola compatibile con l’ecosistema vesuviano sta rivivendo un momento di
sviluppo proprio grazie all’idea di prodotti di qualità ottenuti in un’area protetta. Di particolare
rilievo da un punto di vista economico sono i vini e le albicocche, prodotti tipici della zona. Al di là
di un’effettiva contaminazione del suolo, la stessa idea di discarica comporterebbe una svalutazione di tali prodotti anche vista la grande competitività dei mercati in cui si collocano.


Danno alle attività di ricezione turistica e di svago.
Lungo tutta la via provinciale Panoramica e sulla via Cifelli, che da Boscotrecase s’inerpica sul
Vesuvio, per effetto del Piano Regolatore Intercomunale che ha destinato tali aree a turismo,
recettività e ristorazione, esistono centinaia di esercizi tra alberghi, ristoranti, locali tipici ecc.. Essi svolgono un’intensa attività per tutto l’anno rivolta non solo al turismo ma anche a congressi, ricevimenti e alla quotidiana attività d’esercizio. L’impatto su queste attività economiche sarebbe disastroso.

ASPETTI GIURIDICI
OPPOSIZIONE PER MOTIVI ECCEZIONALI
Quello di Terzigno, è un sito dichiarato di interesse nazionale per l’alto rischio ambientale
e, pertanto sottoposto ad interventi straordinari di bonifica (legge 30 luglio 2002 nr. 180, art. 14 –nota punto p-undecies - e successivo Decreto 27/12/2004 del Ministero dell’Ambiente e della
Tutela del Territorio). Il carattere di urgenza del decreto, in assenza di valutazioni di opportunità,
rischia di generare un vero e proprio disastro ambientale.
Esso è collocato nel Parco Nazionale del Vesuvio (Legge 6 dicembre 1991 n. 394) e, cioè, in
una delle aree che maggiormente dovrebbero essere tutelate da interventi ad alto impatto
ambientale. Il riconosciuto valore paesaggistico dell’area è dimostrato anche dal fatto che ancor
prima di essere nel Parco Nazionale “avrebbe goduto” del vincolo ope legis della legge 431 del 31
agosto 1985 (Galasso) e precedentemente dei vincoli speciali posti dalla legge 1497 del 29 giugno
1939 (e successivi DM 17.8.1961, 7.8.1961, 28.3.1985). Per quanto concerne l’apertura e
l’esercizio di discariche il divieto è esplicitamente espresso nella citata legge 394/1991 (art.11
comma 3) anche se la giurisprudenza (Consiglio di Stato 7472/04) non ravvede in ciò una
incompatibilità repentoria.
OPPOSIZIONE PER MOTIVI ORDINARI
D’altra parte il Decreto Legge 11 maggio 2007 nr 61 la cui procedura di conversione è in itinere
non prevede nessuna deroga “ope legis” neanche a quelle procedure che in contesti ambientali
ordinari sarebbero obbligatorie come le valutazioni di impatto ambientale (Legge 8 luglio 1986,
n. 349) e le valutazioni ambientali strategiche (Decreto legislativo 3 aprile 2006).
La collocazione della discarica non appare neanche compatibile in via ordinaria con quanto
disposto dal Testo Unico delle leggi sanitarie (Regio decreto 27 luglio 1934, n.1265, artt. 216 e 217)
che la colloca tra le industrie insalubri di I classe (punto B100 dell’allegato al Decreto Ministero
Sanità 5 settembre 1994) in quanto la sua ubicazione non è sufficientemente lontana dalle
abitazioni anche in virtù della enorme quantità di rifiuti che è destinata ad accogliere. Né si capisce
quali accorgimenti tecnici possano essere messi in atto, in regime di emergenza, per non incorrere
nel reato di molestia per emissioni di gas, vapori o fumo (art. 674 CP). D’altronde il Decreto del
Presidente della Repubblica 23 maggio 2003 mette esplicitamente in guardia, sotto il profilo della
emissione di gas, dai depositi di rifiuti per i quali non esistano tecnologie di abbattimento degli
inquinanti atmosferici. Eppure i limiti di distanza dalle abitazioni erano già ben presenti nella mente
del legislatore fin dalle prime leggi in materia (legge 20 marzo 1941 nr 366 art. 24).


Il nostro grazie va al Prof. Angelo Genovese.












dis-unione

è stato formato un coordinamento per unire le forze e lottare insieme contro la discarica?
allora perchè giorno dopo giorno c'è sempre meno affiatamento?
sono (io) un idealista del cavolo... perchè continuo ad avere fiducia nelle persone che lottano insieme a me?
cmq è ormai palese che si stia creando una dis-unione, probabilmente perchè ci sono sentimenti e atteggiamenti che vanno al di là della causa che ci accomuna.
io mi chiedo se ci sia almeno un minimo di coscienza nel prendere iniziative personali,
cmq spero nei prossimi giorni si faccia chiarezza su un pò di cose, perchè se si vuole sfaldare un gruppo ci vuole ben poco,
ma se si vuole sfaldare un gruppo di giovani coscienziosi, intelligenti, carichi di idee, entusiasmo e voglia di lottare... beh allora fatevi da parte,
siamo pronti a lottare anche se dobbiamo fare affidamento solo sulle nostre forze!
ricordate che siamo svegli e informati...
e i nostri cervelli e i nostri corpi sono più freschi...
le nostre coscienze più pulite...
e la "cazzimma" l'abbiamo dovuta imparare molto presto, non chiedeteci di usarla ne paghereste le conseguenze!
per chi lo avesse dimenticato il nemico non è chi ci sta intorno, ma chi ci vuole privare delle nostre radici, risorse, salute e tutto ciò che riguarda il Parco Nazionale del Vesuvio!!!

"il gazebo della discordia"

è stato posto in piazza, un gazebo,per informare la cittadinanza di terzigno, sul problema della discarica.
ma dove sta l'informazione?
pochi volantini che informano cosa?
chi è sempre presente?......
A questa protesta sono sensibilizzati sempre le stesse persone, la gente ci guarda da lontano e giudica....giudica e giudica, ma non si avvicina...
Prima di porre questo gazebo, la gente diceva che non c'era informazione, adesso che c'è il gazebo, non ci sono i volantini che informano, ci saranno i volantini? mancherà sicuramente qualche altra cosa....
La gente si è arresa prima di combattere, o meglio noi siamo i "cretini" che combattono una guerra già persa,ma almeno combattiamo....., loro chi sono!?!...gli inteliggenti che aspettano di ammalarsi! e poi combatteranno?
Stasera ci sarà, come per il giudizio di qualcuno, il "carnevale ,la festa in piazza o a lu paese, o qualche altra cosa....ma almeno ci sarà qualcosa, dovete pensare che non abbiamo rivoluzionari di spicco, perché o sono o morti ( el che) o sono malati (fidel Castro) ma ci sarà informazione, e ci saranno errori giustamente ,stiamo imparando il mestiere un po' alla volta.
Per la questione "informazione" i volantini costano molto se si va in tipografia,ma se chiunque abbia la fotocopiatrice si mette a disposizione potremmo fare molto più informazione, ben 500 volantini, ad un modico prezzo di 2.50€, e no 3000 volantini a 100€(15€), ogni persona deve scendere in campo contro la discarica, come può, con i mezzi che ha, non voglio dire che le iniziative "partono tutte da noi", ma possibile che dobbiamo spronarle sempre noi? e poi siamo sempre " i malament"
Rispondiamo, pure a tutti quelli, che ci dicono di non essere presenti al gazebo ( coordinamento dei comitati e normali cittadini ); volete sapere xchè?
Tranne chi è una particella a se ( come un nostro amico, che si definisce uomo d'azione contro la discarica o meglio uomo in movimento), o non si sente parte integrante del comitato dei "ragazzi",
come portavoce dico che: Il gazebo a nostro vedere, pecca come immagine, come motivo( almeno per adesso), e come si gestisce, e la fissa dimora, e la scarsa informazione.
Noi collaboreremo al gazebo, per creare più materiale informativo, operativi alle manifestazioni, ma no alle altre iniziative,
Ultima risposta, solo ai cittadini, specialmente alla fascia giovane( anche quella adulta), che non partecipa.
Oltre alle informazioni al gazebo; recatevi anche per i reclami, non fateli solo a noi giovani, dite la vostra, criticateci e criticateli, ma senza parlare alle spalle. Parlare alle spalle, o anonimamente, è vile.
In conclusione: stasera, Invitiamo tutta la cittadinanza di terzigno, a passare per la piazza, per manifestare insieme , contro la discarica, e saremo lieti di accettare tutte le vostre critiche,passaparola

Comunicato....iniziative in programma!!!


Il nostro comitato "Terzigno contro la discarica" insieme al “Coordinamento dei Comitati Civici Terzignesi per il No alla Discarica”, pur prendendo atto degli ultimi sviluppi sulla vicenda (proposta di emendamento in sede di approvazione del D.L. 61/2007 che elimini il termine “discarica” dal testo, interessamento alla questione da parte della Comunità Europea, rassicurazioni dalla Prefettura di Napoli sulla sola utilizzazione della F.O.S. per la riqualificazione delle cave dismesse, …etc.), precisa che, allo scopo di tenere alta l’attenzione e la sensibilità della popolazione locale, continua a promuovere attività di protesta e di informazione. E continuerà in tale direzione finquando non si sia delineato un quadro della situazione più chiaro e, soprattutto, rassicurante per gli interessi del Parco Nazionale del Vesuvio e delle popolazioni coinvolte.


Informiamo delle seguenti iniziative in programma nei giorni di lunedì 4 e mercoledì 6 giugno :

- lunedì 4 giugno, ore 20, in piazza Troiano Caracciolo “Parole, musica e protesta”: concerto musicale per gruppi locali. Le musiche si alterneranno ad aggiornamenti ed interventi informativi sulla questione discarica. I candidati a sindaco Vincenzo Sangiovanni e Domenico Auricchio sono stati invitati a dichiarare pubblicamente la propria posizione in merito.

- mercoledì 6 giugno, ore 20, presso l’aula consiliare del Comune di Terzigno, in via Gionti, si terrà invece un incontro seminariale, aperto a tutta la cittadinanza, che vedrà, tra gli altri, la partecipazione del geologo dott. Giovan Battista de’ Medici e dell’urbanista dott. Aldo Loris Rossi, che esporranno considerazioni puramente tecniche nel merito.


Siete invitati tutti a partecipare!!!
Passaparola!!!


domenica 3 giugno 2007

Federparchi al Senato ribadisce il NO alla discarica nel Parco del Vesuvio

01/06/2007
Discarica nel Parco del Vesuvio: Federparchi ascoltata al Senato
ribadisce il suo no.
Audizione dei vertici di Federparchi ieri alla Commissione Ambiente del Senato della Repubblica, convocati dal presidente Tommaso Sodano, sulla spinosa questione dell’ipotizzata localizzazione di una discarica entro i confini del Parco nazionale del Vesuvio, contro la quale già l’associazione, schierandosi al fianco dell’Ente Parco, aveva assunto una netta posizione. Ai senatori il presidente Matteo Fusilli ha ribadito le ragioni di principio della contrarietà, ricordando il divieto assoluto posto dalla legge quadro nazionale alle discariche nei parchi ed evidenziando anche le ragioni pratiche dovute alla presenza nel Parco del Vesuvio di due Siti di Interesse Comunitario e di una Zona di Protezione Speciale, con la certezza, in caso di infrazione alle norme
comunitarie stabilite dalle Direttive Habitat e Uccelli, di pesanti conseguenze
anche economiche per lo Stato italiano. Il vicepresidente di Federparchi, Amilcare Troiano, che è commissario del Parco del Vesuvio dopo esserne stato presidente, ha svolto un’ampia esposizione ricordando che parte dell’area vesuviana è anche riconosciuta dall’Unesco Riserva
della Biosfera e che già dal dicembre 2004 il Ministro dell’Ambiente, accogliendo la proposta del Parco, aveva incluso per decreto i comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Terzigno nel perimetro del Sito di Interesse nazionale“Litorale Vesuviano”, allo scopo di procedere alla bonifica delle aree di cava interessate da siti di stoccaggio provvisorio e da sversamenti abusivi di rifiuti. Del resto, come Troiano ha evidenziato, lo stesso Commissario di Governo per la
Tutela e la Bonifica delle Acque ha inviato a tutti i Comuni interessati, nel maggio
di un anno fa, la perimetrazione provvisoria del Sito di Interesse nazionale
elaborata da Arpac e Apat che include appunto le cave di Terzigno e per la
bonifica del quale sono stati già stanziati 3,75 milioni di euro. Decisione che
contrasta clamorosamente con quella del recente decreto che prevede la discarica
a Terzigno che, tra l’altro, è stato individuato come Comune, senza la precisa
indicazione del sito. Su richiesta del presidente Sodano, Troiano ha fatto presente che le ex cave del Parco nazionale potranno eventualmente essere oggetto di recupero, ricomposizione e riqualificazione - verificando la possibilità di utilizzo della
frazione organica stabilizzata del ciclo rifiuti – per la restituzione di superfici utili
alle locali coltivazioni pregiate e tipiche. La Commissione Ambiente del Senato si è riservata di esaminare il progetto che dovrà necessariamente essere elaborato dai tecnici incaricati. Come già segnalato nei giorni scorsi il Parco del Vesuvio e la Federparchi avevano accolto con favore l’esito della riunione tenutasi presso la Prefettura di Napoli –presenti, oltre al Prefetto e al commissario Bertolaso, Giancarlo Viglione, Capo di Gabinetto del Ministro, i Direttori generali del Ministero dell’Ambiente, Cosentino e Mascazzini, il commissario Troiano, tutti i candidati a sindaco di Terzigno, i rappresentanti dei comitati spontanei – nella quale era stata esclusa l’apertura di
una nuova discarica.

dal sito del Parco nazionale del Vesuvio
www.parconazionaledelvesuvio.it

venerdì 1 giugno 2007

Rifiuti, l'Europa vuole un dossier

L'Europa non si fida e chiede un "dossier Campania". Bruxelles ha chiesto all'Italia informazioni sui 4 siti individuati per lo smaltimento della spazzatura.
L'attenzione dell'Unione europea sulle aree individuate in Campania è stata confermata dal direttore generale del ministero dell'Ambiente, Gianfranco Mascazzini. "Bruxelles - ha detto - ha chiesto un dossier".
E che l'immagine della Campania nel mondo sia ai minimi storici è confermato anche dalle tristi copertine che i più grandi giornali hanno dedicato allo scandalo rifiuti, ieri è stato il turno del prestigioso New York Times, che mostrava la foto di una donna con bambino tra i cumuli. Intanto, dopo la chiusura del sito di Acerra c'è il pericolo di una nuova crisi. Sempre ieri, poi, il governatore Bassolino - del quale si sollecitano da tempo le dimissioni - ha presentato alla Commissione Ecomafie le linee guida del piano per la gestione integrata dei rifiuti, che dovrà essere predisposto entro 90 giorni, come stabilito dal decreto legge approvato lo scorso 11 maggio...


Ragazzi chi si occuperà di preparare questo dossier????
Bisogna controllare questi signori che lo faranno!!!!!
Secondo me è importantissimo!E' un'occasione d'oro!

MANIFESTAZIONE:LA PROTESTA NON SI FERMA.....TERZIGNO SVEGLIA!!!

MARCIAMO TUTTI INSIEME
VERSO LA DISCARICA!!!

OGGI 1 GIUGNO 2007
MANIFESTAZIONE

PER RIBADIRE IL NOSTRO NO
A QUALSIASI TIPO DI DISCARICA NEL PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO!!!

L'APPUNTAMENTO
è
ALLE ORE 18.OO
PRESSO LA TAVERNA AL MAURO

PER POI MARCIARE TUTTI INSIEME
VERSO LA DISCARICA!!!!

SI INVITA TUTTA LA POPOLAZIONE DELL'AREA VESUVIANA
A PRENDERE PARTE
ALLA MANIFESTAZIONE!!!!

PASSAPAROLA!!!!