giovedì 31 maggio 2007

trent'anni fa, come oggi.....Napoli come Leonia....



Le città continue.

La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la
popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena
sgusciate dall’involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più
perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le
ultime filastrocche dall’ultimo modello d’apparecchio. Sui marciapiedi,
avviluppati i tersi sacchi di plastica, i resti della Leonia d’ieri
aspettano il carro dello spazzaturaio. (…) Dove portino ogni giorno il loro
carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori della città, certo; ma
ogni anno la città s’espande, e gli immondezzai devono arretrare più
lontano; l’imponenza del gettito aumenta e le cataste s’innalzano, si
stratificano, si dispiegano su un perimetro più vasto. (…) Il risultato è
questo: che più Leonia espelle roba più ne accumula. (…) Il pattume di
Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio
non stesse premendo, al di là dell’estremo crinale, immondezzai d’altre
città, che anch’esse respingono lontano da sé montagne di rifiuti. Forse il
mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di
spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta.

Italo Calvino, Le città invisibili, Einaudi, Torino, 1977, pp. 119-121.

6 commenti:

Amelie ha detto...

è troppo azzeccato sto passo di calvino!!!
nessuno me lo commenta....
su su...intellettuali di terzigno!!!

ah!!! ah!!! ah!!!

tears_of_rage ha detto...

Ok, commentiamolo!
La verità, come dici tu, è che è troppo azzeccato e ci fa prendere coscienza di una cosa che avremmo dovuto già sapere...
per questo nessuno ha da commentare, perchè non permette repliche!

el che ha detto...

la gente commenta quando ha la coda di paglia amelie

Anonimo ha detto...

che vuol dire questo allora? secondo me nn ci azzecca piu di tanto in quanto quello che ho colto io da questo passo è che se un paese fa munnezza deve pure essere consapevole che un giorno nn ci saranno piu posti dove riporla; quindi dovrà inevitabilmente tenerseela poi sotto casa...quindi co sto passo che vuoi dire che terzigno si dovra tenere la munnezza?
bo
nn dire che nn si dovrebbe produrre piu munnezza perchè è una cosa impossibile..si produceva già al tempo di calvino figuriamoci oggi con tale consumismo sfrenato...
mi dispiace cara amelia ma nn è perfettamente calzante sto passo

gianluca ha detto...

io penso, che se non te ne renti conto, come puoi carpire dal passo! che se non iniziamo a capire di seguire una politica di riciclaggio e non portiamo avanti il progetto rifiuti zero, un giorno! dovrai tenerti la "monnezza", no sotto casa, ma fino in casa cara anonimo e firmatevi siete bambini.....lanciate il sasso e nascondi la mano?

AMELIe ha detto...

caro anonimo ....
ti dico solo una cosa....
povero calvino!!!!

non ci hai capito un bip e non capisci un bip di letteratura contemporanea!!! scusa senza offes' nun ta piglià a male...ke tu non sia un perfetto critico letterario( e menomale!!!)
non è un problema ...
puoi migliorare...c'ha può fa!!!

cmq potrei consigliarti qualke libro da leggere se avessi la decenza di Farti avanti e non continuare a nasconderti dietro l'anonimato....
tanto si è capito ke sei sempre lo stesso anonimo ke mi vuole attaccare e provocare....

pure su Calvino tien che dicere???

E jàààà pò....facc' o piacer!!!