giovedì 31 maggio 2007

Interrogazione Parlamentare del'99 Recante l'Apertura di una discarica nel territorio del parco nazionale del Vesuvio

Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 597 del 6/10/1999
Apertura di una discarica nel territorio del parco nazionale del Vesuvio

COLA. - Ai Ministri dell'interno e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che:
il 2 maggio 1997, con pedissequo provvedimento del Consiglio dei ministri, il prefetto di Napoli veniva delegato all'apertura di una discarica nell'area di proprietà della società Sari di Terzigno, ubicata nel territorio del Parco nazionale del Vesuvio;
tale grave decisione, si fondava sul decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1995 nel quale, infatti, veniva prevista la possibilità di aprire discariche di rifiuti solidi e urbani nella zona 2 del territorio del Parco nazionale del Vesuvio;
nel corso degli anni fino al 1998, il consiglio direttivo dell'Ente parco, il Tar Campania ed i consigli comunali di San Giuseppe Vesuviano, Boscoreale, Boscotrecase e Trecase si sono espressi, con varie ed esaustive motivazioni, contro tale grave prospettiva;
l'apertura della discarica acuirebbe i già allarmanti rischi di frane e di dissesto idrogeologico della zona; renderebbe meno agevole la tutela del patrimonio faunistico e botanico; ostacolerebbe il programma di risanamento della zona che potrà essere realizzato attraverso l'abbattimento dei manufatti costruiti abusivamente, l'intensificazione della lotta al bracconaggio e l'attività di prevenzione degli incendi boschivi; determinerebbe, altresì, una condizione di degrado che potrebbe coinvolgere i vicini centri di Pompei, Boscoreale, Boscotrecase, Trecase, noti per il rilevante interesse archeologico;
tale sciagurata prospettiva impedirebbe il raggiungimento delle finalità che hanno determinato l'istituzione dell'Ente parco Vesuvio e cioè la tutela di una natura incomparabile da preservare e da far apprezzare con iniziative imprenditoriali turistiche, peraltro già avviate;
va considerato altresì, che la regione Campania ha già avviato le procedure della gara per la costruzione di un termodistruttore;
la discarica in oggetto dovrebbe raccogliere i rifiuti solidi urbani di circa settanta comuni con una popolazione complessiva di circa un milione cinquecentomila utenti;
con dubbia responsabilità, in circa tre anni non sono state individuate, pur in presenza di validi suggerimenti, aree alternative;
molti deputati hanno promosso iniziative presso le autorità interessate tendenti a scongiurare l'apertura della discarica -:
quali iniziative si intendano adottare in brevissimi tempi affinché sia evitato il rischio dell'apertura della discarica di cui in premessa. (3-03283)
(21 gennaio 1999)

CENNAMO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
in data 2 maggio 1997 veniva emessa un'ordinanza del Consiglio dei Ministri

dove si delegava (articolo 4) il prefetto di Napoli all'apertura di una discarica nella ex cava Sari di Terzigno nel territorio del Parco nazionale del Vesuvio;
l'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1995 sulle misure di salvaguardia del Parco nazionale del Vesuvio prevede per la zona 2 del territorio del parco l'autorizzazione dell'Ente per l'apertura di discariche di rifiuti solidi urbani;
il Consiglio direttivo dell'Ente parco, a partire dal giugno 1995, per cinque volte ha deliberato il parere contrario alla localizzazione della discarica;
in data 31 marzo 1998 veniva emessa una nuova ordinanza del Consiglio dei Ministri in cui non si faceva più alcun cenno alla discarica da allocarsi nella ex cava Sari ma si rinviava alle precedenti ordinanze per tutto quanto non compreso in essa;
in data 17 marzo 1998 il Tar Campania emetteva una sentenza di sospensione del provvedimento ritenendo illogica l'allocazione di una discarica di rifiuti in un'area protetta;
i consigli comunali di Boscoreale, San Giuseppe Vesuviano, Trecase, Boscotrecase, Massa di Somma, nonché la comunità del parco e la provincia di Napoli manifestavano a più riprese la loro opposizione alla discarica di rifiuti nel territorio del parco nazionale del Vesuvio;
l'ordinanza del Consiglio dei Ministri attribuisce poteri straordinari al prefetto di Napoli appellandosi alla legge sulle calamità naturali anche se la questione dei ritardi nello smaltimento dei rifiuti in Campania non può riferirsi ad eventi naturali e tanto meno essere stata causata da essi;
il servizio geologico nazionale ha espresso forti perplessità tecniche sulla individuazione del sito facendo rilevare i rischi di frana e di dissesto idrogeologico della zona;
il dipartimento di zoologia dell'università Federiciana di Napoli ha rilevato nella zona interessata la presenza di specie animali di particolare interesse faunistico, ritornate in loco in seguito al regime di controllo e conservazione della natura attuato dall'Ente parco;
a partire dall'istituzione del parco nazionale sono evidenti i segnali di una reale svolta nella politica territoriale vesuviana con l'abbattimento di case abusive, con la scomparsa del devastante fenomeno degli incendi boschivi, con l'estinzione del bracconaggio, con la chiusura di tutte le discariche abusive nel territorio vesuviano, tristemente famose per l'intreccio di interessi di clan malavitosi legati alla camorra connessi allo scarico di rifiuti di ogni genere;
la localizzazione della discarica vanificherebbe tutti questi sforzi ed incrinerebbe l'immagine stessa dello Stato impegnato a tutti i livelli nella lotta contro lo scempio del territorio e contro gli interessi illeciti legati a questo fenomeno deludendo contemporaneamente i cittadini vesuviani che proprio grazie alla istituzione dell'area protetta hanno finalmente visto chiudere le discariche sul loro territorio;
l'apertura della discarica danneggerebbe gli investimenti dei privati in iniziative imprenditoriali turistiche, agricole e agrituristiche indotte dalla istituzione dell'area protetta e già avviate;
il Consiglio direttivo dell'Ente parco nell'ambito delle iniziative tese al recupero ambientale di aree degradate che hanno, tra l'altro, consentito di avviare le procedure per il recupero dell'ex cava del Carcavone nei comuni di Pollena Trocchia e di Massa di Somma, ha deliberato il 22 settembre 1998 lo stanziamento di fondi per la riqualificazione ambientale dell'area in cui sarebbe prevista la discarica;
la stessa incomberebbe sui centri abitati di Boscotrecase, Boscoreale, Trecase e Pompei, centri di notevole interesse archeologico e con alta densità abitativa, incrementando i rischi di inquinamento ambientale in un'area già compresa nella

zona rossa del piano per la protezione civile dell'area vesuviana;
la regione Campania ha in atto la gara per la costruzione degli impianti di termodistruzione e cogenerazione, la cui entrata in funzione è prevista per la metà del 1999, pertanto verrebbe a decadere la necessità stessa della discarica;
la Legambiente in una perizia giurata di valutazione d'impatto ambientale presentata al Tar Campania individuava siti alternativi ubicati al di fuori del territorio del parco nazionale;
i rischi legati alla infiltrazione camorristica nelle attività imprenditoriali ed al condizionamento delle pubbliche amministrazioni sono ancora altissimi nell'area ed è testimoniato dal suo stesso recente provvedimento di commissariamento del Consiglio comunale di Boscoreale motivato «per la tutela dell'integrita del sindaco»;
la commissione ambiente della Camera dei deputati ha sollecitato il Governo affinché intervenga nel merito di questo problema, chiedendo anche alla prefettura di Napoli di verificare l'esistenza di siti alternativi e le ragioni che presiedono all'ipotesi di localizzazione di una discarica in un'area protetta, nonché all'assenza di ricerca di soluzioni alternative nonostante la posizione contraria dell'Ente parco -:
quali iniziative urgenti intenda adottare per impedire l'allocazione della discarica nel territorio del Parco nazionale del Vesuvio. (3-04352)
(4 ottobre 1999)
(ex 4-21504 del 13 gennaio 1999)

Svolgimento di interpellanze e di interrogazioni

PRESIDENTE. Cominciamo con le interrogazioni Cola n. 3-03283 e Cennamo n. 3-04352 Queste interrogazioni, che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente.
Il sottosegretario di Stato per l'ambiente ha facoltà di rispondere
VALERIO CALZOLAIO, Sottosegretario di Stato per l'ambiente. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispondo congiuntamente all'interrogazione Cola n. 3-03283 e all'interrogazione Cennamo n. 3-04352, originariamente del 13 gennaio 1999 e riformulata il 4 ottobre 1999, con le quali si chiede di conoscere quali iniziative intenda adottare il Ministero dell'ambiente in ordine all'apertura di una discarica di prima categoria all'interno del parco nazionale del Vesuvio.
Tale intervento - mi riferisco all'apertura della discarica - è stato ipotizzato tra quelli realizzabili per far fronte all'emergenza ambientale causata da una non ottimale gestione dei rifiuti nella regione Campania. In merito, è stato appositamente introdotto un articolo nell'ordinanza del febbraio 1999, che permetterebbe di derogare alle misure di salvaguardia del parco nazionale.
Sotto il profilo ambientale, ciò ha posto un conflitto tra due diversi interessi che, ci auguriamo, potrà essere risolto rispettando i principi generali dell'ordinamento giuridico. L'ordinanza, infatti, attribuisce al prefetto di Napoli la facoltà - che si configura in maniera differente dall'obbligo - di derogare alle norme del decreto istitutivo del parco nazionale, solo ove necessario.
Pertanto, laddove si intenda procedere all'attivazione di tale norma, sarà cura delle autorità locali competenti - regione, provincia e prefetto di Napoli - verificare l'osservanza delle cautele richieste dalla stessa ordinanza; cautele che non riguardano soltanto le modalità di realizzazione dell'impianto ma, soprattutto, il previo accertamento dell'inevitabilità di quella scelta; mi riferisco, cioè, alla necessità di quella scelta.
La facoltà di attivare una discarica all'interno del parco nazionale deve essere intesa, quindi, soltanto come opzione residua a tutte le altre alternative, sia metodologiche che di individuazione del sito.
È opportuno sottolineare che ordinariamente - a differenza del restante territorio - l'apertura di una discarica, che venga tra l'altro ad interessare un bacino di utenza esterno all'area protetta, non potrebbe essere consentita all'interno di un parco nazionale. Ciò è dato non tanto dal decreto istitutivo dell'area protetta - cioè il parco nazionale del Vesuvio - quanto dalla stessa legge n. 394 del 1991 che, non si deve dimenticare, è di attuazione degli articoli 9 e 32 della Costituzione. L'eccezionalità data dall'articolo 4 dell'ordinanza del febbraio 1999, seppur temperata dalle condizioni poste dalla stessa ordinanza, non esime dal procedere all'esame di possibili scelte alternative e, in caso di infruttuosa ricerca, dall'adottare comunque tutte le necessarie

misure per la conservazione degli interessi naturalistici ivi insistenti, anche se ciò dovesse comportare oneri economici superiori a quelli ordinari. Si deve aggiungere che l'eventuale attivazione di una nuova discarica all'interno del parco, appositamente effettuata mediante ordinanza, deve essere intesa limitatamente all'emergenza e non essere estesa come soluzione ordinaria, definitiva.
Di tale problematica lo stesso ministro dell'ambiente si è fatto carico, sollecitando i presidenti della regione e della provincia, nonché il prefetto di Napoli, affinché procedano ad un'ulteriore verifica con un accurato esame di tutte le possibili alternative. Attualmente, si è in attesa di conoscere l'esito di tali verifiche, per adottare i provvedimenti di competenza.
In merito agli sviluppi per l'immediato futuro, a seguito del ricorso n. 6328/99, proposto dall'ente parco del Vesuvio avverso la sentenza del TAR di Napoli n. 1014 del 15 aprile 1999 - si tratta di atti successivi alla presentazione delle interrogazioni, ma sui quali è utile riferire, per completezza di risposta -, che disponeva la riapertura della discarica Sari disposta dal prefetto di Napoli, il Consiglio di Stato, in sede di camera di consiglio, il 28 settembre scorso ha accolto, con l'ordinanza n. 1661/99, la richiesta di sospensiva del provvedimento del TAR di Napoli. Il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi anche in merito al ricorso proposto dall'ente parco contro la Presidenza del Consiglio dei ministri e il prefetto di Napoli e nei confronti del consorzio di bacino Napoli 4, il comune di Terzigno, la regione Campania, l'associazione WWF ed altri. Occorre quindi aspettare l'esito della sentenza. Oggi, a prescindere da ogni altra valutazione di carattere ambientale, l'adeguamento dell'invaso esistente è inattuabile, in forza della citata sentenza.
La situazione, voglio dirlo chiaramente, rimane grave - si partiva da una situazione di emergenza di notevole gravità -, anche in considerazione delle dichiarazioni del prefetto commissario, il quale ha recentemente comunicato l'impossibilità di reperire nuovi siti di discarica, nonché le preoccupazioni per il proseguimento delle attività di smaltimento, atteso che le discariche in esercizio si andranno ad esaurire entro il marzo del 2000.
A questo punto, è indispensabile arrivare in tempi brevi all'individuazione delle alternative possibili - che, come appena detto, sono state sollecitate agli organismi competenti - e soprattutto adottare, con altrettanta tempestività, tutte le misure utili alla riduzione della produzione di rifiuti, attraverso il loro avvio al recupero (con le convenzioni in corso di stipula tra il commissario straordinario, il presidente della giunta regionale e il consorzio nazionale imballaggi), ed alla realizzazione di impianti a tecnologia complessa (compostaggio, produzione di combustibile derivato dai rifiuti, il cosiddetto CDR, impianti di termovalorizzazione, e così via) che possano costituire un valido supporto per ridurre drasticamente il ricorso allo smaltimento in discarica dei rifiuti tali e quali.

PRESIDENTE. L'onorevole Cola ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-03283.

SERGIO COLA. Signor Presidente, non posso che dichiararmi insoddisfatto. Debbo ovviamente prendere atto di quanto affermato dal rappresentante del Governo, ma per la verità mi sarei aspettato una risposta più energica e decisa, un'attività sostitutiva del Governo rispetto all'azione del commissario, che non è stata assolutamente soddisfacente e che ha determinato la situazione da noi denunciata non solo in questa occasione, ma anche in precedenza, con altri atti di sindacato ispettivo.
Vorrei ricordare al sottosegretario Calzolaio che, per la verità, nel 1995 fu posto il problema non solo alla mia presenza, ma anche alla presenza di deputati democratici di sinistra, di rifondazione comunista e di forza Italia. Allora non si parlava assolutamente della discarica di Terzigno, ma la prospettiva di una riapertura di tale discarica era più che

fondata. Ebbene, in quattro anni - è questo il problema che pongo al Governo - non si è trovata alcuna soluzione alternativa. È possibile tutto questo? Non si è forse stati negligenti? È un rilievo che non può non essere mosso. Ma vi è di più: l'emergenza ha coinvolto il territorio di un'area ben circoscritta: Palma Campania, Tufino e poi Terzigno. La discarica di Terzigno, se dovesse raccogliere i rifiuti, raccoglierebbe quelli di 70 comuni, con ben un milione e mezzo di utenti: praticamente, quel sito meraviglioso, che è stato sottoposto a tutela attraverso l'istituzione dell'ente parco Vesuvio, sarebbe completamente stravolto.

La mia insoddisfazione ha anche un motivo logico e razionale, riferendosi ad un ordine del giorno presentato dal sottoscritto insieme all'onorevole Cennamo in occasione dell'esame di un provvedimento di legge sull'ambiente. In quella sede la risposta del ministro Ronchi fu effettivamente non soddisfacente. Questi, infatti, rappresentando l'ineluttabilità dell'apertura di tale discarica, invitò i presentatori a ritirare il suddetto ordine del giorno (l'onorevole Cennamo ricorderà quanto sto affermando in questo momento).
Già conoscevo la sospensiva del TAR perché il presidente del parco nazionale del Vesuvio, dottor Fraissinet, persona veramente a modo, attento e vigile, aveva tempestivamente inviato a me e all'onorevole Cennamo nonché a tutti gli altri colleghi che si sono interessati di questa problematica, la comunicazione della sospensiva da parte del Consiglio di Stato.
Il Governo ci dice in questo momento - per fortuna ma non per un'azione posta in essere! - che è intervenuta l'autorità di giustizia amministrativa che ha accolto la sospensiva per cui la discarica in oggetto non sarà aperta. Se vogliamo attribuire meriti, questi non sono certo attribuibili al Governo che non ha assunto alcun tipo di iniziativa per evitare questa iattura; i meriti sono invece attribuibili alla giustizia amministrativa.
Per la verità sono rimasto anche un po' perplesso dal contenuto dell'audizione del prefetto Romano (non ricordata dal sottosegretario). Come ella ben saprà, il prefetto Romano è stato sentito in data 21 settembre 1999, ossia 13-14 giorni fa. Ho avuto modo di leggere sul resoconto stenografico questa frase: «Avevo varato un progetto per la realizzazione di una discarica in un comune del Vesuvio». Il presidente lo interrompe e dice: «All'interno del parco nazionale del Vesuvio? È bene precisare questo punto perché in proposito è stata presentata un'interrogazione parlamentare (...)», con ciò riferendosi alla mia interrogazione. Questa la risposta del prefetto: «No! È fuori del parco nazionale del Vesuvio». Mi è venuto allora qualche dubbio, illustre rappresentante del Governo, ed ho puntualmente scritto al dottor Fraissinet, presidente dell'ente parco del Vesuvio, il quale mi ha risposto in questo modo: «Con la presente, egregio onorevole Cola, ti comunico che l'ubicazione della discarica di Terzigno rientra nel perimetro del parco nazionale del Vesuvio». Dunque, ove mai ci fosse stato qualche dubbio questa è un'ulteriore conferma.
Ed allora nel dichiararmi insoddisfatto della risposta che è, diciamo la verità, melliflua e solo apparentemente armonica con quanto abbiamo denunciato e di sostegno al contenuto della nostra denuncia, mi aspetto che il Governo, a prescindere da questa fase di stallo, si attivi da oggi in poi affinché questa iattura sia evitata. Una iattura evidenziata non solo da chi vi sta parlando ma anche dall'ente parco nazionale del Vesuvio, dalla regione Campania, dalla provincia e da tutti i comuni interessati che si trovano in quella bellissima plaga del Vesuvio e del monte Summa.

PRESIDENTE. L'onorevole Cennamo ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-04352.

ALDO CENNAMO. Signor sottosegretario, ho ascoltato con attenzione la risposta che, a nome del Governo, lei ha fornito alla interrogazione da me presentata e a quella dell'onorevole Cola.
Vive ed è forte la consapevolezza, anche dopo la sua puntuale risposta, che

l'apertura di una discarica nella ex cava Sari di Terzigno, nel territorio del parco nazionale del Vesuvio, costituisca un episodio di inaudita gravità.
In relazione a quanto dispone l'articolo del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1995, sulle misure di salvaguardia del parco nazionale del Vesuvio, che prevede per la zona 2 del territorio del parco l'autorizzazione dell'ente per l'apertura di eventuali discariche di rifiuti solidi urbani, il consiglio direttivo dell'ente parco ha deliberato per ben cinque volte, a partire dal 1995, il parere contrario alla localizzazione della discarica.
Il parco del Vesuvio non è rimasto solo in questa battaglia perché i consigli comunali di Boscoreale, San Giuseppe Vesuviano, Trecase, Boscotrecase, Massa di Somma, nonché la comunità del Parco e la provincia di Napoli hanno manifestato a più riprese la loro ferma opposizione alla discarica, senza contare poi le vivaci iniziative assunte dal movimento ambientalista. Potremmo continuare perché fortissime riserve per i rischi di frane, di dissesto idrogeologico - come già ricordava il collega Cola - sono state espresse dal servizio geologico nazionale, mentre il dipartimento di zoologia dell'Università di Napoli ha rilevato nella zona interessata la presenza di specie animali di particolare interesse faunistico ritornate in loco in seguito al regime di controllo e conservazione della natura attuato dall'ente parco.
L'istituzione del parco nazionale del Vesuvio ha reso evidenti i segni di una reale svolta della politica territoriale vesuviana con l'abbattimento di case abusive, la scomparsa del devastante fenomeno degli incendi boschivi, l'estinzione del bracconaggio, la chiusura di tutte le discariche abusive nel territorio vesuviano tristemente famose per l'intreccio di interessi di clan malavitosi legati alla camorra e connessi allo scarico di rifiuti di ogni genere.
La localizzazione della discarica vanificherebbe tutti questi sforzi ed inquinerebbe l'immagine stessa della Stato impegnato a tutti i livelli della lotta contro lo scempio del territorio e contro gli interessi illeciti legati a questo fenomeno e, nel contempo, deluderebbe le aspettative dei cittadini vesuviani che, proprio grazie all'istituzione dell'area protetta, hanno finalmente visto chiudere le discariche presenti sul territorio. Inoltre, l'apertura della discarica danneggerebbe gli investimenti dei privati, le iniziative imprenditoriali, turistiche, agricole ed agrituristiche indotte dall'istituzione già avviata dell'area protetta.
Aggiungo che il consiglio direttivo dell'ente parco nell'ambito delle iniziative tese al recupero ambientale di aree degradate che hanno consentito di avviare le procedure per il recupero dell'ex cava del Carcavone nei comuni di Pollena Trocchia e di Massa di Somma ha deliberato lo stanziamento di fondi per la riqualificazione ambientale dell'area in cui sarebbe prevista la discarica utilizzando le risorse (circa 10 miliardi) stanziati alla regione per la bonifica delle cave.
Tra l'altro, occorre ricordare che è in corso di redazione il piano del parco che, come voi sapete, è sovraordinato a tutti gli altri strumenti urbanistici (piani regolatori e piano paesistico) in cui si prevede espressamente, da un lato, l'impossibilità di costruire discariche nel parco e, dall'altro, il recupero ambientale ed il disinquinamento dei siti già adibiti in precedenza a discarica.
Il Governo ha già recepito le sollecitazioni del Parlamento, accogliendo un ordine del giorno, nel corso della discussione del provvedimento Ronchi-bis, con cui si ribadisce la scelta di allontanare dal parco la discarica e, più in generale, di impedire ogni allocazione di discarica nelle aree protette.
Ora, come ricordava il collega Cola, è innegabile che l'emergenza vi sia; chi può nasconderlo? Alla data del 31 marzo 2000, le discariche di Napoli, Caserta e Benevento esauriranno la loro capacità ricettiva, mentre la discarica di Salerno si esaurirà nell'agosto 2000 e quella di Avellino entro il 31 dicembre dell'anno in corso, come si rileva anche dall'audizione

del signor prefetto di Napoli commissario per l'emergenza rifiuti in Campania. Non ci sfuggono neanche le difficoltà oggettive in cui si trova ad operare la stessa gestione straordinaria del commissario prefetto per l'emergenza rifiuti in Campania e gli sforzi che in quella sede vengono compiuti.
Siamo, del resto, consapevoli dei ritardi accumulati dalla regione Campania durante gli anni scorsi nell'avvio degli strumenti organizzativi e di gestione per portare a regime la raccolta differenziata e il riciclaggio, nonché delle difficoltà che la stessa ha nell'accettare l'ipotesi di realizzare discariche sul proprio territorio e delle incertezze che ancora sono presenti più in generale sul tema della raccolta differenziata. Ma è proprio per queste ragioni che occorre un atto politico da parte del Governo.
Questa vicenda non può trovare soluzione nelle sedi della giustizia amministrativa; gli attori dei procedimenti sono pubblici: l'ente parco, Presidenza del Consiglio dei ministri e prefettura di Napoli.
Ciò crea sconcerto, semina sfiducia: a chi è affidato il compito di difendere i beni comuni? Il 28 settembre scorso - come lei ha ricordato, signor sottosegretario - il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell'ente parco procedendo alla sospensiva in via cautelativa della sentenza del TAR della Campania. Questo fatto ha suscitato molti entusiasmi, se è vero che uno dei più autorevoli quotidiani napoletani ha scritto...

PRESIDENTE. Onorevole Cennamo, deve concludere perché è già andato un minuto oltre il tempo a sua disposizione.

ALDO CENNAMO. Pochi secondi, Presidente.
Come stavo dicendo, un quotidiano ha scritto: «Ha vinto il buon senso. Finalmente un atto di giustizia e di civiltà, ma soprattutto una vittoria dell'ambiente che segna il ripristino della legalità». Da parte mia non vorrei spegnere gli entusiasmi, ma è legittimo esprimere la preoccupazione che, dopo la sospensiva, il Consiglio di Stato, nel merito, potrebbe respingere i ricorsi all'ente parco e dare così il via alla realizzazione della discarica, pur limitatamente all'emergenza, come è stato ricordato, senza ulteriori possibilità di appello.
Ecco perché è urgente un atto politico del Governo che richiami tutti i soggetti interessati ad una maggiore assunzione di responsabilità per impedire che l'irreparabile si compia.

fonte: http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed597/s200.htm



5 commenti:

Anonimo ha detto...

Oggi alle 15 al solito posto ok?

Marianna ha detto...

Oggi mentre andavo a lavoro ho avuto un volantino con un invito a partecipare ad una manifestazione che si terrà domani pomeriggio alle 18 alla taverna al mauro.
Ora mi domando, ma il nostro comitato ha aderito??
Me lo chiedo siccome c'era il link del nuovo sito copione.
Fatemi sapere!
Un'altra cosa..questa sera cercheremo di esserci io e francesco anche se siamo ancora a lavoro,dovessimo mancare,fateci sapere cosa si è deciso!
Buona giornata

sasasorace ha detto...

LEGGETE QUA... LA SCELTA DI TERZIGNO NON E' ANCORA DEFINITIVA, QUINDI FACCIAMO CASINO... ABBIAMO ANCORA BUONE POSSIBILITA' DI VINCERE




RIFIUTI:DIR.GEN.MINAMBIENTE,MACCHIA SOPRANA IN TEMPI FISSATI(2)

(ANSA) - ROMA, 30 MAG - ''Secondo le informazioni che abbiamo da parte dei progettisti - ha detto in audizione il direttore generale Mascazzini - dovremo riuscire a realizzare Macchia Soprana nei tempi definiti nell'ordinanza''. Oltre alla discarica, secondo quanto riferito da Mascazzini, c'e' la possibilita' che Macchia Soprana possa anche ospitare un sito di stoccaggio temporaneo entro il 30 giugno per evitare due siti nel comune di Serre. Secondo l'ultima ordinanza della Presidenza del Consiglio sull'emergenza rifiuti in Campania, e' stato ricordato, si parla di Valle della Masseria come sito provvisorio e temporaneo di stoccaggio se al primo luglio il sito di Macchia Soprana non fosse ancora pronto. Da qui il lavoro ipotizzato dal presidente della Provincia di Salerno, come sub-commissario, che in una lettera avanza la possibilita' di avere un sito temporaneo a Macchia Soprana. ''La scommessa e' ardua e il tempo e' poco - ha detto Mascazzini - ci sono stati solo 15 giorni per presentare il progetto di realizzazione della discarica di Macchia Soprana e non solo lo riceveremo nei tempi ma lo approveremo''. In corso, ha rilevato Mascazzini, c'e' una ''frenetica attivita' di progettazione e di rilievi da parte dei biologi''. Il sito di Macchia Soprana, ha detto Mascazzini, ''non e' vincolato e ma e' sempre un sito di pregio ambientale che va trattato con i guanti''. Previsti, quindi, in contemporanea alla realizzazione di Macchia Soprana, anche interventi di compensazione ambientale. In tal senso si ipotizza una ''compensazione'' lungo le sponde del fiume Sele. Affrontato anche il capitolo Terzigno, l'area che ricade nel Parco del Vesuvio. ''Sui Terzigno - ha detto Mascazzini - non c'e' ancora intervento. Intervento che dovra' essere preceduto da accertamento. Gli esperti non hanno potuto realizzare il sopralluogo per motivi di ordine pubblico ora il sito e' aperto ai sopralluoghi per arrivare e una valutazione di incidenza''. (ANSA). GU
30/05/2007 16:39
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feriats ha detto...

complimenti gianluca, hai fatto benissimo ad inserire le interrogazioni parlamentari che riguardano la discarica. io mi impegnerò a procurare il materiale riguardante i rapporti tra il comune di terzigno e i tenutari/guardiani della discarica, anche perchè dobbiamo stare molto attenti a ciò che succederà quando s'insedierà il nuovo sindaco. ci sono parecchie centinaia di migliaia di euro che molti politici nostrani considerano come debiti del comune per alcuni servizi resi da una certa ditta (foredil)in discarica. ci vediamo stasera.

el che ha detto...

sasà sorace, hasta la victoria para siempre, un saludo revolucionario para ti,hasta al vuego