lunedì 8 ottobre 2007
ho di nuovo voglia di scrivere......
io si e dopo mesi di resistenza interna(all'interno del comitato ) e d esterna(contro l'istituzione) molte persone si sono ritirate.
sapete perchè?...
I motivi sono vari ed ogn' uno pieno di ragioni....Personali,ideologiche di convivenza etc....
ma mi rivolgo a quelle che hanno continuato.....mi fate sapere o meglio fate sapere un pò alla gente che ci state a fare?
l'unica cosa che dovevate tenere sott'occhio era il termine entro il quale il comune doveva fare il ricorso! e voi lo fate scadere?!caro coordinamento dei comitati, invece di cercare di organizzare la raccolta differenziata che nn ne siete specializzati, dovevate vegliare che il comune si impegnava come ci aveva promesso....
riflettete bene se vi riunite così e vigilate in questo modo nn era meglio che anche voi uscivate dalla scena?
e poi la spazzatura sta di nuovo x la strada....ed il gazzebo in piazza insieme alle nuove panchine sono il nuovo addobbo?
martedì 25 settembre 2007
DICONO DI NOI....
Anche l’Ue rifiuta Bassolino
di Filippo Poletti
Prima la raccolta differenziata, poi i soldi Ue. Non usa mezzi termini, nella lettera inviata al capogruppo della Lega Nord al Parlamento europeo Mario Borghezio, il commissario europeo all'Ambiente Stavros Dimas. «Prima di autorizzare un cofinanziamento comunitario per l’apertura di qualsiasi... ... discarica aggiuntiva, deve essere chiaro che tali discariche siano conformi al piano regionale dei rifiuti e interamente rispondenti alle disposizioni della direttiva sulle discariche».Parole «chiare», questo è il commento tranchant di Borghezio: «Prima di buttar via soldi a palate per l’emergenza rifiuti in Campania, occorre che le amministrazioni comincino a fare ciò che nella civile Padania si fa normalmente da molti anni, attuando grazie al senso civico dei cittadini residenti la raccolta differenziata».L’Ue, dunque, alza il cartellino rosso nei confronti della rossa Campania. E lo fa grazie all’intervento del Carroccio che - a firma di Borghezio - lo scorso 23 maggio aveva scritto a Dimas segnalando come la regione campana rappresenti oggi «un’enclave extraeuropea entro i confini della nostra Unione». I fatti sono noti a tutti, ma - mercé lo spegnersi dei riflettori sui rifiuti abbandonati per le strade delle province campane - il Paese sembra aver rimosso il problema.«La Lega Nord non ha chiuso gli occhi» dice Borghezio. E fa bene, perché la Campania era e resta uno scandalo: appena il 10 per cento dei 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti annualmente - scrive la commissione all’Ambiente del Senato presieduta da un campano doc come Tommaso Sodano di Rifondazione (nato a Pomigliano d'Arco nel Napoletano) - sono differenziati. Come dimostra la tabella che laPadania riporta, su una produzione di 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti da parte di più di 3 milioni di abitanti nell’intera regione campana, la provincia di Napoli ne differenzia solo il 7,7 per cento: non parliamo della provincia di Benevento (10,2%), di quella di Caserta (10,8%), Avellino (13,8%) e Salerno (19,6%).Fanno riflettere i dati diffusi dall’Istat negli ultimi giorni di agosto e che, oggi, meritano di essere richiamati alla luce dello scambio epistolare tra Dimas e Borghezio: secondo l’Istituto nazionale di statistica la Campania registra una media di rifiuti urbani raccolti pari a 579,4 chilogrammi per abitante, valore inferiore sia alla media dell'Italia (633,9) sia alla media del Sud (590,5). Dove finiscano i rifiuti lo abbiamo visto grazie alle immagini trasmesse dalle tv nei mesi scorsi: in strada.Le fanfare di regime hanno fatto sapere pochi giorni fa che in Campania l’emergenza è rientrata, ma il deputato azzurro Paolo Russo (membro della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti) denuncia il contrario: «Ci sono ancora 150 mila tonnellate di rifiuti sparsi ovunque» lamenta Russo, invitando - dopo Borghezio e la Lega - a non pensare di poter guardare dallo specchietto retrovisore l’emergenza dei rifiuti campani.Tra i troppi punti interrogativi c’è, ad esempio, l'incertezza intorno al termovalorizzatore di Acerra, la vicenda surreale della nuova discarica individuata dal Governo Prodi a Terzigno nel parco nazionale del Vesuvio oppure, infine, il nuovo piano dei rifiuti non ancora presentato. I tempi stringono, dal momento che - come ha spiegato il prefetto Alessandro Pansa, commissario straordinario per i rifiuti in Campania (al posto di Guido Bertolaso) - «il prossimo 31 dicembre terminerà il ruolo del commissariato straordinario e si passerà da una gestione straordinaria a una gestione ordinaria della crisi». Non è detto - ha specificato Pansa - «che finirà anche la crisi».Già, non è detto. Intanto, però, il Paese - e in particolare il Nord - si lecca le ferite: 80, infatti, sono i milioni di euro stanziati dal Governo Prodi per lo smaltimento straordinario dei rifiuti nella Regione Campania e ben 144mila - scrive il Senato - sono le tonnellate di rifiuti che dalla Campania hanno raggiunto, in questi ultimi mesi, il resto del Paese (oltre 70mila tonnellate sono state inviate sopra il Po). Di tutto ciò, salvo appunto la Lega Nord, nessuno parla: e pensare che - se la memoria non inganna - il centrosinistra salì sulle barricate quando il precedente Governo Berlusconi deliberò nell’aprile 2006 il decreto legge 152 sui rifiuti. Grave per un Governo (quello Prodi) dichiararsi “verde” e non dare risposte nero su bianco che non siano quelle emergenziali del decreto-legge.Grave, perché ciò che Palazzo Chigi sa fare - vale ad esempio per il ministro per i Rapporti istituzionali Vannino Chiti - è esprimere la soddisfazione per la conclusione dell’iter parlamentare prima della pausa estiva: ma che piacere si può provare a convertire il decreto-legge sui rifiuti in Campania di maggio con un voto di fiducia, il diciannovesimo della lista nera di questa Unione dai piedi d’argilla? E quale gioia si può provare nel constatare che - tira le somme Borghezio - grazie all’incapacità del centrosinistra «esiste un Nord civile che fa la raccolta differenziata e una Campania terzomondista?». Nessuna gioia, appunto, e un’ulteriore dimostrazione viene dal nascente Pd campano che, per mano dei presidenti diellini della Provincia di Salerno e di Caserta, Angelo Villani e Sandro De Franciscis, ha chiesto una «svolta profonda» nel governo regionale. Già, una svolta di civiltà.
fonte: LA PADANIA
[Data pubblicazione: 20/09/2007]
mercoledì 18 luglio 2007
perchè vi brucia tanto.....?
“Bene o male, l’importante è che si parli.”
Oltre due mesi fa, appena si è costituito il coordinamento dei comitati, ho fatto diverse proposte, tra cui:sensibilizzare l’opinione pubblica e la futura amministrazione comunale affinché si partisse con la raccolta differenziata; che aderire ai movimenti campani per fare avere maggior risonanza al movimento;(leggete i post precedenti) ma le mie proposte non sono mai state prese in considerazione. A distanza di qualche mese, avanzate da altri soggetti, non solo vengono unanimemente accolte dal comitato, addirittura vengono spacciate come idee innovative, unici obbiettivi del comitato.
A questo punto qualcuno potrebbe chiedere: perché adesso non le appoggi?
La mia motivazione è la seguente: Questi obbiettivi, allora come oggi, per me rappresentano degli obbiettivi a lungo termine del comitato, da perseguire solo dopo aver raggiunto il nostro scopo che resta quello di salvaguardare il territorio di terzigno da ogni forma di abuso. Al contrario, come volete fare voi, questi obbiettivi diventerebbero prioritari, a discapito del nostro territorio.
In secondo luogo, il nostro comitato, deve costruirsi un’identità propria ed autonoma, per poi poter interagire con altri comitati (di altre comunità), come interlocutore forte e degno di considerazione.
Costituiti in questo modo, poche persone non sono rappresentative di un comitato ma possono solo entrare a far parte dei comitati con i quali interagiscono, senza avere né voce in capitolo, né essere portatori degli interessi della propria comunità.
Terzigno, sta conoscendo, per la prima volta nella sua storia, i concetti di unità sociale e coscienza collettiva. Per poterli radicare, è necessario che, prima si crei compattezza all’interno della comunità di terzigno, e poi farla interagire con altre realtà.
Il coordinamento area vesuviana, che vuole prendere il posto del comitato” no alla discarica di terzigno” nella sua formazione, con le sue idee, le sue finalità e i suoi comportamenti, ha creato una frattura in quel fragile nucleo cittadino che stava nascendo.
Appoggiare la piattaforma non doveva significare il passaggio da un comitato all’altro, ma di appoggiare un altro comitato nella lotta comune delle realtà campane. Io non dico ai “compagni “di bosco che non voglio reagire con loro, ma che dobbiamo reagire con loro come comitato di terzigno e no individualmente: (come abbiamo fatto ad Acerra).
Infine, quelli che criticano anonimamente, o sono le stesse persone che si firmano, che fanno come ai tempi di mussolini, che per sembrare di più cambiavano continuamente divisa, o sono quelli chè si sentono bruciare la coda; in entrambi i casi, ritengo che sia più onesto firmare, almeno con uno pseudonimo(nome di fantasia)
mercoledì 11 luglio 2007
Non molleremo mai.........
Spiegazione logica di questo cambiamento e che si sono inserite una decina di persone(se ci arrivano) di vari comuni circostanti(Boscoreale, Boscotrecase, Trecase,Pompei, torre).
Questa intrusione da parte degli altri comuni, ha portato alla rottura ed all’allontanamento di cittadini di terzigno impegnati nella lotta, dal coordinamento.
Il coordinamento era nato per la tutela del territorio di terzigno, e non solo contro la discarica, ma adesso per volontà di pochi membri del vecchio coordinamento si cambia obbiettivo, si lotta per la difesa della Campania, non più il nome di terzigno andrà avanti, non più una lotta per il nostro paese, ma associarsi ad altre realtà, a mio avviso un ottimo traguardo far capire alla gente di essere uniti, ma non potevamo essere uniti e partecipare con il nostro nome? Come fanno gli altri? Qualiano,Giugliano, Acerra; lo Uttaro, Serre etc?.
No questo non si può a terzigno perché la democrazia dittatoriale che si è creata al presidio dice no, ecco che pochi ma buoni come dice qualcuno e non so dove ed in quale campo sono buoni, hanno usato la popolazione di terzigno x loro scopi! Non potevano lottare con il nome dei loro paesi!?! cno! perché sarebbe stato ridicolo lottare in due massimo tre persone!
Pensate bene: chi ha più interessi chi abbandona la lotta perchè non condivide le idee dei nuovi leader? O chi si ostina a restarci passando sui fatti?
Il nostro comitato “terzignocontroladiscarica insieme ad altre persone dei vecchi comitati, intende riunirsi per riformare e continuare il vecchio stile di lotta sotto il proprio stendardo, cioè sotto il nome della nostra terzigno, collaborando con tutti i comitati campani, ma restando attaccati al proprio paese. Passate parola che ci sarà un incontro, per tempo sarà annunciato sul nostro blog, spero che come me tanta altra gente ha ancora voglia di lottare per il risanamento di terzigno per loro e per il benessere dei loro figli, che appoggerà tutte le proteste campane ma rimarrà con una sua identità precisa
Ricordatevi: quando: quando sono al fondo io scavo
E poi prendiamo distanze da chi usa il presidio per interessi lontani dai motivi di lotta,(non andate lì xchè trovate l'inciucio) specialmente voi persone in vista, a buon intenditore poche parole
Gianluca aliberti
venerdì 6 luglio 2007
Bertolaso abbandona la barca già affondata?? Terzigno quale futuro??
La norma: Terzigno discarica provinciale, ma può accogliere solo residui trattati. Ma la spazzatura raccolta in emergenza non lo è
NAPOLI - L'emergenza rifiuti in Campania, appare, giorno dopo giorno irrisolvibile. Tanto che lo stesso commissario Guido Bertolaso starebbe seriamente pensando di gettare la spugna. Il Parlamento è infatti riuscito in un miracolo. Varare una legge che è impossibile applicare, a causa sia di quanto contenuto nella legge stessa e sia di quanto autorizzato dal governo nel periodo della massima emergenza.
RIFIUTI NON TRATTATI - Poco più di due settimane fa infatti, dopo oltre 20 anni, i sacchetti pieni di spazzatura sono finiti dalle strade in discarica senza venir trattati, senza il passaggio negli impianti di «Cdr» (combustibile da rifiuti). E' così che si sarebbero ripulite le vie di Napoli e si sarebbe attenuata la grave e delicata situazione, anche grazie, pare, a un'ordinanza del Prefetto che lo avrebbe permesso. I Cdr erano fermi e in carenti condizioni per operare. Così, dalla strada i rifiuti di diversa natura sono stati prelevati e portati direttamente in discarica. Il problema del mal funzionamento degli impianti per la produzione di Cdr è conosciuto. E questo confermerebbe l'ipotesi che vuole il «Fos» (Frazione organica stabilizzata) non prodotto in maniera adeguata, e quindi non pronto per la discarica stessa. Impossibile, quindi, sversare a Terzigno - la discarica nel Parco del Vesuvio che secondo il decreto dovrebbe accogliere solo Fos - materiale organico «ai fini di una ricomposizione morfologica del sito», così come è scritto sul decreto legge convertito in legge mercoledì scorso. Anche se il problema non riguarda tutti e 6 gli impianti. Quello di Caivano ha una resa piuttosto buona, ma il vero nodo della questione è l'enorme quantità di rifiuti che arrivano agli impianti, che non sopportano tale carico.
DISCARICA INUTILIZZABILE - La discarica di Terzigno non potrà accogliere neanche una «cicca». Nemmeno una buccia di banana. Nemmeno un torsolo di mela. E vista la situazione, i rifiuti di Napoli non si sa dove andranno a finire. Forse rimarrano per strada. È alla luce di questa circostanza che deve essere maturata la disillusione di Guido Bertolaso, capo del dipartimento della Protezione civile e commissario all'emergenza rifiuti in Campania. Commissario sulla strada dell'avvicendamento, a quanto si è appreso, un avvicendamento nelle mani del Governo e che nasce da una pratica impossibilità a smaltire i rifiuti in mezzo a veti incrociati di potere centrale e enti locali. Il decreto sull'emergenza rifiuti della Campania convertito in legge dalla Camera mercoledì, parla chiaro. Una discarica per provincia. Quella di Terzigno, come sito per Napoli, ma per la sola frazione organica stabilizzata (Fos). Un problema, però, sbarra la strada al conferimento di Fos a Terzigno: gli impianti di Cdr in Campania attualmente non sono in grado di produrre Fos. E quindi è necessario trovare un altro sito per impiantare un'altra discarica. Ma per questo sarebbe necessaria una nuova legge.
SITUAZIONE KAFKIANA - Eppure, nel piano di Bertolaso il primo punto all'ordine del giorno era «la manutenzione degli impianti». Per fare questo serviva uno sfogo, e si doveva «azzerare» il pregresso. Facile a dirsi, difficile a farsi. La storia si conosce. Quello che preoccupa però è se la frazione secca, cioè le «ecoballe», potranno essere poi smaltite nell'impianto di Acerra e se la frazione organica, il Fos, potrà andare in discarica a Terzigno. Con la situazione attuale, per come si è strutturata, il decreto da un lato obbligherebbe il conferimento del Fos ma dall'altro lo impedirebbe. Questo perchè si tratta di finto Fos, che non rispetterebbe le indicazioni del decreto, non essendoci il lavoro preliminare al conferimento in discarica. Ed è in questo iato, che ricorda più Kafka che la gestione dei rifiuti, è maturato lo scoramento di Bertolaso che lo ha portato a desiderare di essere sostituito.
fonte: Corriere della Sera.it
06 luglio 2007
martedì 3 luglio 2007
Occupazione del comune di Terzigno
La protesta si svolge in concomitanza con la votazione della fiducia alla Camera dei deputati, posta sul disegno di legge per la conversione del suddetto decreto.
Durante un’assemblea cittadina tenutasi questa mattina presso la casa comunale è stato stilato un documento contenente una richiesta di colloquio con il prefetto Pansa , inoltrata e accolta. Una delegazione di 5 cittadini è stata, infatti, ricevuta in prefettura, dove ha incontrato l’ingegner Baudone Maurizio, che collabora con il commissariato per l’ emergenza rifiuti in Campania, il viceprefetto dott. D’Angelo e l’ex commissario prefettizio di Terzigno dott.ssa Sergio.
Durante l’incontro sono state evidenziate dai cittadini le contraddizioni presenti nel d.d.l. riguardo all’uso “finale” di f.o.s. per la ricomposizione naturalistica delle aree comprendenti alcune cave nel territorio di Terzigno, tramite un progetto ancora in fase di studio che vede la partecipazione di ENEA, di delegati del ministero dell’ambiente, dell’Università degli studi “La Sapienza” di Roma, del commissariato per l’ emergenza rifiuti campana e che dovrà poi per essere posto all’ attenzione dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e dei sindaci dell’area .
Si evidenzia ancora oggi l’ambiguità delle risposte date dai soggetti sopra indicati che palesemente contraddicono ciò che il d.d.l. afferma.
Pertanto il coordinamento continua a presidiare la casa comunale, oltre che il sito dell’eventuale discarica, sino a quando non sarà concesso un incontro con l’on. Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell’ambiente.
Terzigno non merita un ulteriore scempio ambientale, ma una SERIA bonifica del territorio attraverso un decreto ad hoc e non facente parte di un decreto capestro sull’emergenza rifiuti.
Ora più che mai serve la massima partecipazione.
Oggi l'incontro serale giornaliero si terrà invece che presso il presidio in via Nespole della Monaca come d'abitudine, presso la Sala consiliare del municipio di Terzigno, dove è tuttora in corso l'assemblea permanente.
Partecipate numerosi e passate parola!
Il coordinamento dei comitati per la difesa del territorio Area Vesuviana
-------Lina-------------
lunedì 2 luglio 2007
IL GOVERNO PONE LA QUESTIONE DI FIDUCIA ALLA CAMERA: SVELA IL SUO VERO VOLTO!!!
“La situazione dello smaltimento dei rifiuti in Campania è drammatica. Lo Stato non può restare inerte”. Ha esordito così il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, per spiegare i motivi che avrebbero spinto il Governo a porre la fiducia alla Camera sull’approvazione dell’ormai noto decreto legge dello scorso 11 maggio. Già emendato ed approvato dal Senato, il testo del decreto è all’esame della Camera da quasi una settimana. Evidentemente, però, il Governo non si è sentito troppo sicuro dei suoi “numeri” se ha posto la questione di fiducia. Il Ministro Chiti ha invece provato a motivare la scelta con altre, ben ponderate, parole: “La questione rifiuti in Campania è diventata insostenibile ed è sotto gli occhi di tutti per una serie di carenze, di contraddizioni, storiche e recenti, e di ritardi. Lo Stato non può restare inerte e, dopo la nomina di un commissario ad acta, bisogna intervenire anche con la conversione nei tempi più brevi di questo decreto».
E allora domattina (martedì 3 luglio) si parte con gli ultimi lavori. Alle 9.15 ci saranno le dichiarazioni di voto. Poi si passerà all’esame dei vari ordini del giorno. E si andrà avanti ad oltranza. Tutta la seduta sarà comunque dedicata alla “nostra” emergenza rifiuti. Mercoledì, alle 14, si terranno invece le dichiarazioni finali, cui seguirà la fase di voto.
L’ultimo atto di questo scellerato iter lo potremo seguire in diretta Tv sulla Rai, su RadioRai, su RadioRadicale o sul sito www.camera.it.
Qualora restassero ancora dubbi, ora sono definitivamente fugati:
Il Decreto Verrà Trasformato in Legge così come emendato dal Senato. Con tutte le sue lacune e le sue astute e volute ambiguità.
Apprendiamo con sdegno la notizia e aborriamo di fronte a ciò.
Crediamo che col porre la questione di fiducia il Governo abbia finalmente mostrato
il suo vero volto, la sua vera identità : UN GOVERNO NEOFASCISTA, che impone le sue scelte al Parlamento con il ricatto meschino della fiducia, imponendo soluzioni inadeguate senza alcuna concertazione e dialogo,non solo con le popolazioni locali, dalle quali si erge tra i “NO” un grido di aiuto, ma addirittura con il Parlamento , il massimo organo rappresentativo di una Democrazia (di una vera democrazia e non di una pseudo-tale).
Siamo giunti all’eccesso,(si può andare più in basso di così???) si sceglie di porre la fiducia su un Decreto legge... che grande esempio di democrazia!!!! Nella prassi parlamentare casi del genere sono più unici che rari….E’ vergognoso!!!!
Questo è il governo che quando era all’opposizione nella passata legislatura criticava fortemente
il governo Berlusconi (giustamente) per le continue e frequenti apposizioni di fiducia,
tacciando tali scelte come dittatoriali e neo fasciste (e forse il fenomeno era anche più comprensibile provenendo da una fazione di centrodestra composta di neofasci).
Ed ora??? Chi sono i neofascisti??? I Ministri Del Governo Prodi!!!!
Chi è il dittatore??? Il democristiano Prodi!!!!!
VERGOGNA!!! VERGOGNA!!!! VERGOGNA!!!!!
Tuttavia nonostante lo sdegno , nonostante la tristezza che oggi si è impossessata dei nostri cuori, di fronte ad un simil esempio di antidemocrazia,un messaggio deve essere chiaro:
NOI NON CI ARRENDEREMO,COMBATTEREMO E LOTTEREMO STRENUAMENTE PER DIFENDERE
RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE.(E RESISTEREMO!!!)
sabato 30 giugno 2007
Triste Testimonianza Dei Fatti di Ieri al Teatro Grande di Pompei...Benigni riceve una nostra delegazione.
Ieri sera abbiamo cercato di far sentire la nostra voce contro la discarica e la politica perseguita dalla lobby istituzional-mafiosa per lo smaltimento (si fa per dire) dei rifiuti, impedendo l'accesso a spettatori e maestranze al teatro grande di pompei dove era in programma uno spettacolo di Benigni. Una delegazione è stata ricevuta da Benigni che ha accettato di parlare del problema durante lo spettacolo. Mentre aspettavamo l'arrivo della delegazione, polizia e carabinieri ci hanno proditoriamente caricati, con il risultato che una signora anziana è dovuta ricorrere alle cure del P.S. di Scafati ed un ragazzo ha subito la sublussazione di una spalla. La signora in P.S. è stata talmente impaurita dal medico, il quale, tra l'altro, ha impedito al signore che l'ha accompagnata di essere presente mentre stilava il referto, da addebitare l'accaduto a fatto accidentale.
In teatro, a far bella mostra di sè, l'elite politica: Bassolino, Di lello, Sommese, ecc. non un cenno di solidarietà da parte di coloro che, visibilmente infastiditi, attendevano di entrare in teatro, per trascorrere due ore in coma profondo, dimenticando questi ed altri problemi. Tanto, finchè non tocca direttamente a ciascuno di noi! sono passati davanti a noi, quando i poliziotti, con la loro abituale gentilezza, ci hanno letteralmente scaraventati da un'altra parte, evitando i nostri sguardi e facendo finta di non sentire quanto gli dicevamo col nostro megafono. Mi hanno fatto venire in mente una reazione isterica di un turista a pantelleria il quale al cronista che gli chiedeva che ne pensava degli sbarchi dei clandestini rispose stizzito che lui era lì per farsi la settimana di vacanza e di quelli che morivano in mare non gliene fregava niente: era stato programmato per quella settimana, sole, mare, divertimento, animazione, karaoke,caccia al tesoro e smorfia continua del viso assomigliante tragicamente a felicità indotta. Ieri abbiamo visto la stessa umanità, che, per un paio d'ore di "effimero", per poter raccontare in ufficio o agli amici che c'erano, che hanno visto da vicino il divo della tv (che emozione, è tale e quale, no, è meglio di persona, che grande personaggio, io preferisco grillo!), isolandosi completamente dallo spirito dello spettacolo, perchè gli spettacoli di benigni inducono sempre a riflettere, si sono persi quell'attimo di dignità e di coraggio che li avrebbe, almeno momentaneamente, fatti uscire dalla condizione di pecorelle obbedienti.
NOI NON CI FERMIAMO, CONTINUEREMO LA NOSTRA LOTTA, PER RIVENDICARE I NOSTRI DIRITTI CALPESTATI, CONTRO L'INDIFFERENZA ED IL CONFORMISMO.
MARIO SORACE
venerdì 29 giugno 2007
Le indagini della Procura di Napoli sulla Truffa dello smaltimento dei rifiuti in Campania
RIFIUTI: A BREVE RICHIESTE PM PER BASSOLINO E ALTRI INDAGATI
ANSA.NAPOLI - Saranno brevi i tempi per la formulazione delle richieste della Procura di Napoli nei confronti degli indagati nell'ambito dell'indagine sulla presunta truffa relativa al ciclo di smaltimento dei rifiuti che ha portato all'interdizione nei confronti di quattro società e al sequestro di circa 750 milioni di euro. Lo hanno annunciato i magistrati nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare gli sviluppi della vicenda giudiziaria. Da quanto si è appreso, i pm titolari dell'inchiesta Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, coordinati dal procuratore aggiunto Camillo Trapuzzano, stavano attendendo l'emissione del provvedimento del gip Rosanna Saraceno per passare alla seconda fase del procedimento, quello a carico di 23 indagati ai quali nel settembre dello scorso anno furono notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari.
Tra gli indagati figurano, anche il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, nella sua qualità di ex commissario di governo per l'emergenza rifiuti fino al febbraio 2004, Raffaele Vanoli, ex vicecommissario per l'emergenza, l'ex subcommissario Giulio Facchi, l'ex direttore tecnico Salvatore Acampora, nonché i responsabili di Impregilo (con i proprietari Piergiorgio e Paolo Romiti), Fibe e Fisia. La valutazione degli elementi fatta dal giudice per le indagini preliminari costituisce un passaggio fondamentale per i pm che hanno visto reggere al vaglio del gip l'impianto accusatorio soprattutto con riferimento all'ipotesi di truffa. Ciò rappresenta un punto a vantaggio della procura che dovrebbe quindi depositare tra breve le richieste di rinvio a giudizio.
Bassolino, come è sottolineato nell'ordinanza del gip Saraceno in riferimento alle imputazioni formulate dai pm , aveva i poteri di sovrintendere e assicurare "la cura e l'attuazione della corretta gestione dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, assimilabili e speciali". Bassolino tuttavia per i pm, "non impediva, realizzava e consentiva la perpetua violazione degli obblighi contrattuali assunti dall'Ati affidataria in relazione alla gestione del ciclo dei rifiuti solidi urbani in Campania". Omettendo, inoltre, di "promuovere e sollecitare iniziative volte a garantire il rispetto dell'obbligo contrattuale" di ricezione da parte della Ati di tutti i rifiuti solidi urbani, e omettendo "di intraprendere iniziative dirette a contestare e comunque impedire le accertate violazioni contrattuali da parte delle società affidatarie".
| 26 giugn2007 dal sole24ore | |
Rifiuti Campania: interdizione per Impregilo. Ipotesi di reato: truffa aggravata |
Il Gip del Tribunale di Napoli Rosanna Saraceno ha disposto l'interdizione ai contratti con la pubblica amministrazione per un anno, relativamente alle sole attività di smaltimento, trattamento e recupero energetico dei rifiuti, nei confronti di alcune società del Gruppo Impregilo che gestiscono i sette impianti di combustibile da rifiuti della Campania. Le aziende coinvolte sono Impregilo, Fisia, e Fibe Campania.
Il Gip ha accolto le richieste dei Pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, al termine di una indagine sull'ipotesi di truffa aggravata.
Le indagini hanno portato anche al sequestro di circa 750 milioni di euro, somme dovute alle società da parte di molte amministrazioni municipali campane, o relative ad anticipi del commissariato emergenza rifiuti, per la costruzione del termovalorizzatore di Acerra. Nell'ambito dell'indagine il giudice ha disposto, nel dettaglio, il sequestro di 53 milioni di euro per le spese anticipate dal commissariato di governo per la costruzione degli impianti delle province campane diverse da Napoli, di circa 302 milioni quale tariffa di smaltimento regolarmente incassata; di documenti rappresentativi dei crediti certi, liquidi ed esigibili inerenti alle tariffe non ancora incassate pari a circa 142 milioni; di circa 100 milioni per le altre spese sostenute dal commissariato di governo che per contratto erano a carico delle affidatarie; di 52 milioni circa corrispondenti al mancato deposito cauzionale previsto dal contratto d'appalto; di circa 104 milioni pari al valore del termovalorizzatore di Acerra.
Al provvedimento restrittivo di questa mattina si è giunti dopo una lunga indagine, che ha preso spunto dal periodo in cui, nell'ambito del piano per lo smaltimento dei rifiuti, elaborato dalla Regione Campania, fu espletata una gara d'appalto a seguito della quale risultò aggiudicataria un'associazione di imprese costituita da Fibe e Fisia Campania, che provvide a realizzare i sette impianti per il Cdr, dove stoccare i rifiuti in attesa della realizzazione dei termovalorizzatori.
Nel 2003 giunsero alla Procura di Napoli numerose denunce, in relazione al funzionamento del trattamento rifiuti, alle discariche, ai siti di stoccaggio. Vennero dunque avviate indagini per verificare la correttezza, sotto i vari profili dell'intero sistema.
Emerse allora che i prodotti di lavorazione non avevano le caratteristiche richieste dalla legge e dal contratto, e i pm rinvenneroi gli estremi del reato di «frode in pubbliche forniture», che portò al sequestro degli impianti, dissequestrati poi nel maggio del 2004. Cominciò quindi una lunga battaglia legale, con continui controlli, sequestri e successive revoche, fino alla risoluzione del rapporto contrattuale con le affidatarie, con l'intervento del governo attraverso il decreto legge del novembre 2005, convertito poi in legge nel gennaio 2006.
«Andando a ritroso - si legge nella nota della Procura - è apparso evidente che il comportamento delle societá non appariva lineare, in quanto pur essendo consapevoli fin dall'inizio che lo smaltimento dei rifiuti non avrebbe poturo funzionare, hanno fatto di tutto per dissimulare tale situazione». Un comportamento che, secondo gli inquirenti «è stato possibile grazie alla complicitá e la connivenza di chi aveva l'obbligo di controllare ed intervenire e non l'ha fatto per troppo tempo».
Corte dei conti: spesi 1,8 miliardi per l'emergenza rifiuti
La Corte dei conti ha dedicato nel rendiconto generale dello stato un approfondimento in sede di controllo al fenomeno dell'emergenza rifiuti rilevando che finora sono stati spesi «,8 miliardi di euro, il 21% dei quali per stipendi e funzionamento delle sedi». Una situazione «di estrema gravità - denuncia il procuratore generale della corte, Claudio De Rose - il cui tratto più generale è costituito da una struttura organizzativa ad hoc, che non si giustifica più con gli originari caratteri della eccezionalità e si configura, invece, come una complessa e duratura organizzazione extra ordine, che si affianca a quella ordinaria, bloccandone l'operatività». Per la corte «l'avvicendamento continuo dei commissari straordinari con più vice e subcommissari non ha giovato alla continuità dell'azione«. Ulteriori caratteristiche del fenomeno dell'emergenza rifiuti sono, segnala la magistratura contabile, «i rapporti tra imprenditoria deviata e burocrazia corrotta per lo smaltimento selvaggio dei rifiuti», gli enti pubblici che «per assicurare ai propri cittadini l'eliminazione dei rifiuti - denuncia De Rose - non vanno troppo per il sottile in fatto di appalti e di tutela dell'ambiente, con vantaggio per imprese che provengono dal nulla, senza mezzi e professionalità, e presentano offerte governate da accordi preconfezionati». La requisitoria della Corte dei conti sulla gestione dell'emergenza rifiuti prosegue con la condanna della regia «occulta delle proteste popolari contro impianti o progetti di impianti per porre in risalto ogni volta la questione della scelta del sito, situazione che anima la resistenza locale e vanifica la pianificazione su vasta scala. Per i profili di illecito erariale le procure regionali hanno in corso le relative istruttorie».
giovedì 28 giugno 2007
28 GIUGNO 2007- SERATA MUSICALE AL PRESIDIO
mercoledì 27 giugno 2007
Una presa per i fondelli:il testo normativo dopo gli emendamenti e l'approvazione al senato ora si presenta così..
molti sanno che il decreto è stato approvato con alcuni emendamenti, ossia con alcune modifiche, salutate dai più con un plauso, quasi come se tali modifiche rappresentassero la panacea di tutti i mali(e mi riferisco alla classe politica e in particolare a quella parte di classe da cui, visti i valori e gli ideali da sempre proclamati ci si asspettava di essere tutelati e ke invece ha preferito darci il colpo di grazia) ;
invece pochi sanno ke si tratta di UNA PRESA PER I FONDELLI , 'NA PIGLIATA PPE CUL' come si dice a Napoli!!!!!
Riteniamo quindi ke sia necessario fare chiarezza, mettere i cittadini, quasi addolciti da tali modifiche, nelle condizioni di osservare con i loro occhi come con le modifiche apportate al decreto le cose non siano migliorate, anzi piuttosto peggiorate!!!!
Ed in questo purtoppo eravamo stati lungimiranti;ricorderete tutti il volantino "A' FOSs' CIA' VONN' SCAVà!!!!
Per questi motivi mettiamo qui a confronto l'attuale testo normativo , così come modificato e approvato al Senato, con il testo normativo originario, accompagnato dalle nostre osservazioni;in particolare intendiamo soffermarci sui commi 1 e 3 dell' art.1 che riguardano più da vicino la situazione Terzigno.
Il Governo, e a questo punto il Parlamento(i rappresentanti politici ke abbiamo direttamente votato) non possono credere, avere l'illusione di prenderci in giro.Ribadiamo un concetto : qui a Terzigno siamo in grado di leggere!!!!!Ci hanno alfabetizzato nonostante i tentativi di ridurci a Terzo Mondo!!!
Ecco come recitava l'art.1 comma 1 ante emendamento:
Ecco come recita ora a seguito delle modifiche subite in Senato in sede di conversione in legge:
1. Entro il termine dello stato di emergenza fissato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 25 gennaio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 2007, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta di rifiuti solidi urbani nella regione Campania, anche al fine di evitare l’insorgere di nuove situazioni emergenziali, sono attivati, anche in deroga a specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonché igienico-sanitaria, nel rispetto dei princìpi fondamentali in materia di tutela della salute e dell’ambiente e salvo l’obbligo per il Commissario delegato di assicurare le misure occorrenti alla tutela della salute e dell’ambiente, i siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Serre in provincia di Salerno, Savignano Irpino in provincia di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli e Sant’Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento.
Osservazioni:
- Si aprono quattro discariche (una per Provincia, eccetto quella di Caserta) tra cui Terzigno. Esse sono destinate a recepire rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta di rifiuti solidi urbani nella regione Campania. Da sottolineare che Terzigno è indicata come Comune nel suo complesso e non vengono contemplate aree specifiche. Il rischio, rafforzato anche dal fatto che si parla (v. successivo comma 3) di “ricomposizione morfologica del sito” (Terzigno), laddove esistono ben 18 cave censite (tutte alterazioni morfologiche del sito), è che si possano sversare rifiuti un po’ ovunque nel territorio comunale. D’altronde è noto che sono già 2 le cave che si stanno approntando a discarica.
- La soppressione della parola “anche” introdotta dal Senato è positiva perché, comunque, riduce le tipologie di Rifiuti speciali non pericolosi.
Ma è il 3° comma che più direttamente riguarda la discarica di Terzigno.
Prima si presentava così:
Osservazioni:
É, questo, il comma che più direttamente riguarda la discarica di Terzigno. Il Senato ha apportato, su proposta del Governo (e quindi significative sulla “filosofia della legge”, ovvero della effettiva volontà del legislatore), alcune modifiche sostanziali:
- L’introduzione del termine “finale” dopo “uso” rappresenta, come chiarito dal Sottosegretario D’Andrea, portavoce del Governo, l’esigenza di utilizzare la discarica di Terzigno come discarica ordinaria fino a quando non sarà approntata la frazione organica stabilizzata. Dunque: l’uso finale sarebbe quello per FOS, l’uso immediato per rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi provenienti dalle attività di selezione, trattamento e raccolta di rifiuti solidi urbani nella regione Campania (ecoballe ed altro).
- Si è specificato “all’interno del Parco nazionale del Vesuvio”, con l’intento di porre maggiore attenzione alla tutela del territorio , o con la preoccupazione di derogare e, quindi, non confliggere con le leggi di tutela preesistenti smussando la forza di un ricorso in sede di corte costituzionale o europea.
- Il testo originario offriva un limite temporale all’attività (fino al completamento delle attività di collaudo ed alla messa in esercizio a regime del termovalorizzatore di Acerra) anche se questo era ovviamente condizionato dalla realizzazione di un’opera che non si sa se resterà incompiuta (al pari di centinaia di altre) o sarà attivata chissà quando . Il testo modificato (per il solo recapito di frazione organica stabilizzata di qualità accertata ed esclusivamente ai fini di ricomposizione morfologica del sito medesimo) elimina l’orizzonte e il limite temporale e lo sposta su una pianificazione strutturale indeterminata che, laddove quantificabile, sarebbe di durata enorme vista la volumetria delle 18 cave di Terzigno, alcune delle quali di dimensioni abissali. Terzigno è il sito, non la tale cava a Terzigno!In altri termini si pone, invece, un termine praticamente illimitato (vista la capienza delle cave di Terzigno) sancito dai "fini di ricomposizione morfologica del sito medesimo" ed aggravato dal fatto che per il Commissario delegato sarebbe quasi un dovere assicurare "la ricomposizione morfologica del sito utilizzato".
- In un primo momento l'emendamento presentato dalla commisione ambiente parlava di "qualità accertata", ma poi in un secondo momento la dizione di cui prima è stata soppressa da un ulteriore subemennadamento. Il recapito di FOS, che peraltro in Campania non si produce, è solo l”uso ultimo”, ovvero quando in Campania vi sarà un ciclo virtuoso dei rifiuti (cfr. sempre le dichiarazioni del Sottosegreatrio D’Andrea). Anche qualora la FOS fosse correttamente immessa, essa comporterebbe un impatto ambientale gravissimo (quantità molto piccole di FOS di qualità controllata hanno dimostrato essere inquinanti) data l’enorme volumetria delle cave. La pessima qualità della FOS campana tra l'altro non è ignota al Governo che in Senato, come si diceva sopra ,ha subemendato l’emendamento della commissione ambiente che aveva parlato di FOS di qualità controllata dimostrando così l’intenzione di portare (in condizioni di ottimizzazione) poco meno di normale immondizia triturata.
- Una seria penalizzazione è stata fatta ai Comuni vicinissimi (più del centro di Terzigno) alle prime discariche che saranno aperte. Boscoreale e Boscotrecase saranno, infatti, escluse dalla bonifica (infatti la dizione “il medesimo territorio” è stato sostituita con “il territorio del Comune di Terzigno” con l’ovvio intento di ridurre la quantità della bonifica).
In Conclusioone
· TERZIGNO E’ LA DISCARICA (NON SONO INDICATI SITI SPECIFICI E QUINDI TUTTE LE CAVE –ALTERAZIONI MORFOLOGICHE DEL PAESAGGIO- SONO POTENZIALI SITI).
· IN ORIGINE E PER MOLTO TEMPO VERRANNO RIFIUTI “TAL QUALI” IN QUANTO LA FOS DOVREBBE VENIRE NELLA FASE DI MATURITA’ TECNOLOGICA (FINALE).
· LA FOS, COMUNQUE SAREBBE DI QUALITà NON ACCERTATA, QUINDI NON SUSSISTEREBBE ALCUN CONTROLLO, CON TUTTE LE RIPERCUSSIONI SULL'AMBIENTE E SULLA SALUTE DEL CASO.
· IN OGNI CASO ANCHE LADDOVE LA FOS FOSSE STATA DI QUALITA’ ACCERTATA, UNA SIMILE QUANTITA’ SAREBBE COMUNQUE DI GRAVISSIMO DANNO ALL’AMBIENTE (CFR. STUDI REGIONE PIEMONTE).
grazie alla collaborazione del prof.Angelo Genovese
giovedì 21 giugno 2007
Il decreto delle ingiustizie..
Con 152 voti favorevoli, 136 contrari e 2 astenuti, l'Assemblea ha approvato, nella seduta pomeridiana di mercoledì 20 giugno, il ddl 1566 di conversione del decreto-legge n. 61, recante interventi straordinari per superare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania. Il testo passa ora all'esame della Camera dei deputati.
Il confronto in Aula si è incentrato in particolare sull'ubicazione delle discariche e gli interventi di bonifica delle aree; sui poteri del Commissario delegato relativamente all'utilizzo dei siti posti sotto sequestro dalla magistratura; sull'obbligo dei Comuni di avvalersi dei Consorzi di bacino per il servizio della raccolta differenziata e sull'accorpamento o scioglimento di tali Consorzi in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi; infine, sull'articolo 7 relativo alla determinazione della tassa di smaltimento dei rifiuti.
ORA PIU' CHE MAI BISOGNA LOTTARE PER FAR SENTIRE CHE ESISTIAMO E CHE NON SIAMO DISPOSTI A SUBIRE ULTERIORI ABUSI!!
PROSSIMI APPUNTAMENTI AL PRESIDIO DI VIA NESPOLE DELLA MONICA (LOC. TAVERNA AL MAURO - TERZIGNO)
SABATO
DOMENICA
martedì 19 giugno 2007
copia del programma della fiaccolata di mercoledì 20/6/2007
I corteo S. Antonio
Partenza: ore 20:30 da Piazza S. Antonio → Via Avini
Sosta: incrocio via Giordano – Via Roma e incontro con il III corteo
II corteo Boccia al Mauro
Partenza: ore 20:30 dalla chiesa della Madonna del Carmine → Corso A. Volta
Sosta: Piazza Ferrovie dello Stato e incontro con I e III corteo
III corteo Piazza
Partenza: ore 21:00 da piazza Troiano Caracciolo del Sole → incrocio via Giordano – Via Roma
Sosta: all’incrocio incontro con il I corteo
PERCORSO
I e III corteo si uniscono all’incrocio di Via Giordano con Via Roma per poi proseguire per:
Via Giordano → corso A.Volta → Via Fiume
arrivo: Piazza Troiano Caracciolo del Sole
Ogni corteo porterà: fiaccole e uno striscione fornito dal comitato.
In ogni corteo ci saranno 3 responsabili del coordinamento.
NON MANCATE!!!
IL COORDINAMENTO DEI COMITATI PER LA DIFESA DEL TERRITORIO AREA VESUVIANA
giovedì 14 giugno 2007
Il decreto n° 61 in discussione al Senato ai fini della conversione in legge
Riportiamo qui di seguito il link per poter prendere visione resoconto sommario e stenografico della disscussione.
mercoledì 13 giugno 2007
MANIFESTAZIONE REGIONALE - >VENERDì 15 GIUGNO
COMITATI CAMPANI PER LA DIFESA DELLA SALUTE E DELL'AMBIENTE
CONCENTRAMENTO
ORE 18.30
TAVERNA AL MAURO
PRESIDIO TERZIGNO

In questi giorni in cui le emergenze più notiziabili “dell'affaire munnezza” sembrano momentaneamente nel dimenticatoio, resta però la vera drammatica emergenza legata alla devastazione della nostra regione, ...
...ai gravissimi rischi per la salute di intere comunità, ad un piano rifiuti che punta tutto su incenerimento e megadiscariche boicottando nei fatti la raccolta differenziata e condannando i nostri territori ad ulteriore inquinamento. Ad esempio un megainceneritore come quello di Acerra "ha bisogno" che la differenziata non funzioni, perché senza plastica e carta diventa antieconomico. Un altro modello è possibile, come accade in molte parti del mondo, ma per applicarlo bisogna anzitutto rimediare alla "Bancarotta della democrazia" causata da una gestione politica che ha fatto dell'emergenza una strategia e intende sempre più l'intervento ambientale come business che coinvolge forme di affarismo legale e illegale e che non ha nessun rispetto per la salute e per la natura. Questa gente non ha più alcuna credibilità. Non sarà chi ha creato l'emergenza a traghettarci fuori da essa...! Restituiamo democrazia reale alle comunità!”. Dopo la manifestazione nazionale del 19 maggio non abbiamo nessuna intenzione di fermarci.
Manifesteremo Venerdì 15 giugno in molte località della Campania:
- a Napoli: presidio ore 10.00 in via Verdi - in occasione del consiglio comunale tematico sui rifiuti (partecipano alla mobilitazione centri sociali, movimenti dei precari, comitati ambientalisti, rete 28 aprile, sindacati di base ecc..);
- a Salerno: corteo ore 17.00 da Torrione fino in Prefettura. In questa manifestazione confluiscono anche i Comitati di Serre, Campagna e Montecorvino;
- a Terzigno: Corteo nel pomeriggio con le comunità di Terzigno, Boscoreale, Boscotrecase.
- A Giugliano, ore 11.00 presidio sotto il consorzio di bacino Napoli 1;
- ad Acerra: mobilitazione per portare la raccolta differenziata alla Erreplast.
Tutti insieme chiederemo:
- La fine del commissariamento ai rifiuti e le dimissioni dei responsabili politici del disastro.
- Un nuovo piano che punti davvero su riciclaggio, differenziata e trattamento a freddo del residuo e rinunci all'abbraccio mortale con la logica del business, dell'incenerimento e delle megadiscariche.
- Il ritiro del decreto governativo sulle cave, che è antidemocratico, attenta ancora alla salute delle comunità e fa solo un favore a quei poteri che sulle cave hanno sempre speculato.
Queste mobilitazioni saranno anticipate il 13 giugno da un'assemblea pubblica ai cancelli della centrale turbogas di Vigliena (San Giovanni a Teduccio) contro la centrale e l'inquinamento da nanoparticelle e il 14 giugno da azioni simboliche in sostegno della raccolta differenziata porta a porta (l'unica che funziona), con Presidi dimostrativi, iniziative comunicative e Gazebo in piazza Dante e piazza Carità (Napoli) dalle ore 17.00.
Passaparola!!!

